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Beatrice: "Sistema tra pubblico e privato altrimenti sarà la fine per il turismo"

Tutti i limiti di una provincia ancorata al campanilismo tra i comuni frena la possibilità di sviluppo in termini turistici. Il Gal Partenio in un workshop a San Potito ha proposto una ricetta: far coestistere pubblico, privato e associazioni per far crescere l'Irpinia

Fare sistema tra pubblico e privato per far volare il turismo in Irpinia. Un concetto che spesso ci ripetiamo ma che stenta a decollare. Di questo e di tanto altro si è discusso a San Potito durante il workshop  “Turismo e cultura. Due binari per lo sviluppo del territorio” promosso dal Gal Partenio all’interno del progetto di valorizzazione e promozione territoriale del comune di San Potito.

Luca Beatrice, presidente del Gal Partenio senza giri di parole ha messo in evidenza i ritardi che in Irpinia si registrano. “Capisco l’autonomia che ogni comune vuole preservare ma facendo così si resta ristretti alla propria comunità. Bisogna guardare oltre, seguire l’ esempio di Sentieri Mediterranei a Summonte che con gli anni e grazie alla sinergia si è proposto tra gli eventi più importanti del Sud Italia. La questione di fare rete è fondamentale, con il contratto Fiume Sabato può realizzarsi tutto ciò. L’obiettivo è di creare una rete istituzionale che metta insieme soggetti pubblici, privati e associazioni. E’ uno strumento faticoso ma molto ambizioso. La Regione Campania ha individuato il Gal Partenio come soggetto promotore e coordinatore del Contratto di Fiume Sabato, così da attrarre finanziamenti di una certa entità che avranno ricadute sia sull’ambiente che sul piano occupazionale. Saranno coinvolti 40 comuni non solo irpini ma anche delle province limitrofe. L’Irpinia deve puntare su enogastronomia, sull’ambiente, sulla bellezza dei castelli. Ci sono tutti gli ingredienti per far bene, ma bisogna una volta per tutte lasciarsi alle spalle la vecchia mentalità della concorrenza tra pubblico e privato. L’uno deve aiutare l’altro, senza sinergia tra le parti non si va da nessuna parte”.

Il sindaco di San Potito  Francesco Saverio Iandoli ha rimarcato: “affidare tutto ai privati è inconcepibile. La parte pubblica è fondamentale. Ci dobbiamo sforzare per valorizzare le risorse ambientali e architettoniche. Qui a San Potito abbiamo svolto vari laboratori didattici a tema su torrone, miele, castagne collaborando con i produttori locali, riqualificando gli spazi del Museo del Lavoro, vero fiore all’occhiello della nostra comunità e perno per lo sviluppo della cultura. Inoltre è stato realizzato per San Potito un opuscolo, da fornire al visitatore uno strumento ideale per scoprire il territorio”.

Molto critico verso la sua terra il deputato Giancarlo Giordano, vicepresidente della 7^ commissione cultura della Camera. “C’è egoismo, abbiamo un sistema fragile. Piccoli comuni che pensano in grande ma non lo sono. C’è una propensione al narcisismo ma ciò fa perdere tanta strada per emergere. Oggi si vive in un periodo dove le risorse sono sempre meno, soprattutto in cultura, i tagli del Governo hanno messo in ginocchio il settore. Non si vedono investimenti, dal punto di vista turistico l’Irpinia è la più debole in Campania. Eppure di turistico abbiamo tante cose ma a colpa del campanilismo non si progredisce. Sforziamoci a fare una discussione meno ingenua”.

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