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StreEat Mood, la favola del food irpino per la rinascita di Avellino

Dal 16 al 18 settembre l'universo gourmet lungo corso Vittorio Emanuele, il tema sarà Terra e Moto

Come valorizzare la terra del vino, del buono, del bello, della tradizione? Come sdoganare un' immagine dell'Irpinia accattivante che ritrovi nel suo capoluogo un senso di appartenenza?

La risposta è elegantemente servita dall'associazione Irpinia Mood che dopo il successo registrato l'anno scorso ripropone la rassegna enogastronomica StreEat Mood.

Dal 16 al 18 settembre in uno scenario dal look metropolitano con un carattere fuori dall'ordinario, i migliori chef della provincia irpina si sfideranno a colpi di fornelli, lungo il salotto buono della città: corso Vittorio Emanuele, linea immaginaria che unisce il monte Terminio al Partenio. Un unico fil rouge: la nostra terra. Un unico obiettivo: il rilancio economico e culturale dell'intera provincia.

Con la prima edizione di StreEat Mood, l'associazione guidata da Alessandro Graziano è riuscita a creare le basi per un progetto di sviluppo relativo alla diffusione del comparto agroalimentare in Irpinia a partire dalla città di Avellino. Un omaggio alle radici contadine del nostro territorio e al capoluogo avellinese che da quel tragico terremoto del 1980 fatica a rivendicare la sua naturale vocazione di crocevia di tradizioni enogastronomiche.

"Vogliamo raccontare l'Irpinia partendo da uno dei momenti più drammatici che la provincia ha vissuto. Un evento che ha segnato le sorti del capoluogo da tutti i punti di vista, in particolare quello politico e socio-economico - esordisce Graziano - Se guardo alla politica industriale vedo linee di intervento che non hanno saputo utilizzare le risorse del territorio producendo conseguenze nefaste alle quali non vogliamo rassegnarci".

L'associazione ha infatti l'ambizione di diffondere l'immagine di un territorio che si è riscattato nonostante le scelte scellerate che sono state assunte in questi anni, scelte troppo spesso dettate da una politica atavica e incompetente. Quella stessa politica che rischiava di lasciarsi soffiare un festival di questo calibro dal sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, evidentemente più lungimirante e illuminato rispetto all'impatto turistico-culturale che comporta StreEat Mood.

"Manifestazioni del genere - aggiunge Graziano - che registrano 40mila visitatori, avrebbero bisogno di maggiori certezze. Fino a ieri non ne conoscevamo ancora il destino, per questo ringrazio il presidente della Provincia che si è mostrato subito disponibile ad ospitarci nella sua città qualora l'amministrazione ci avesse dato forfait".

Irpinia Mood non esclude di imbastire un dialogo anche con la città del Tricolle, comune nevralgico per tutti quei prodotti di eccellenza che vi ruotano intorno, ma immaginare di trasferire StreEat Mood al di fuori dei confini avellinesi avrebbe significato venire meno all'obiettivo della tre giorni:

"Il nostro obiettivo è lavorare ogni anno ad una rassegna che esca dalle beghe cittadine e sappia parlare d'Irpinia. Avellino in quanto capoluogo ne è la sede naturale, il nostro messaggio però è diretto all'intera provincia, vogliamo che tutti si sentano rappresentati per far sì che l'Irpinia esca dai suoi confini naturali e magari un giorno StreEat Mood possa diventare una rassegna di richiamo nazionale. Credo che una cosa del genere faccia bene a tutti, poi chi vuole utilizzarla per beghe locali è libero di farlo ma non ci riguarda".

Con Terra e Moto, Irpinia Mood vuole svincolare l'Irpinia dall'immagine del terremoto e dare una scossa positiva al capoluogo vittima innocente del cancro di una politica tanto attenta allo spartimento di potere e poco alle reali necessità di una comunità che rischia di cadere nella rassegnazione.

"Abbiamo la pretesa di ripartire da quello che abbiamo, individuando in Avellino la chiave di volta per mostrare a tutti chi siamo, ovvero una provincia con 280mila cantine e con tre D.O.C.G".

StreEat Mood è infatti l'unico evento legato a tutti i comuni dell'hinterland con l'ambizione di brandizzare il territorio lanciando un segnale forte di tutela e promozione dei propri prodotti tipici, un segnale che vada nella direzione della valorizzazione di ciò che è inscindibilmente legato alla tradizione artistica, storica, culturale ed enogastronomica.

"Per questo oggi vogliamo cambiare il destino di una terra che lascia nel passato quel terremoto e diventa Terra in Moto - conclude il presidente del movimento culturale - È l'Irpinia della biodiversità, dell'agroalimentare, delle tre D.O.C.G., del turismo rurale, dei borghi e dei paesaggi, l'Irpinia di un capoluogo fiero della propria storia che guarda al futuro consapevole del suo ruolo guida rispetto al resto della provincia. È l'Irpinia che si mette in vetrina mostrando il meglio di sé. Noi siamo solo dei messaggeri".

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