Convento Sant'Egidio, quando Padre Pio disse: "Desidererei andare a Montefusco"

Il frate con le Stimmate venne trasferito a Montefusco agli inizi del '900. Una targa riporta le sue parole nel ricordare la permanenza nel Convento

Fonte: www.cappuccinimontefusco.it

Tra i borghi più ricchi di storia, cultura e bellezze naturali dell’Irpinia, c’è sicuramente Montefusco, dove sorge il Convento dei Cappucini, meglio conosciuto come Sant’Egidio, la cui chiesa è dedicata alla Madonna delle Grazie. Il complesso venne fondato nel 1625, anche grazie al supporto degli altri conventi presenti sul territorio e con il placet dell’allora Arcivescovo di Benevento Alessandro di Sangro.

LA FONDAZIONE

A finanziare il progetto, però, ci pensò una nobil donna rimasta vedova, Sovrana de Blasio, che donò il terreno e circa tremila ducati per la sua costruzione. Proprio il terreno, però, come riporta il sito del Convento, risultava essere di natura argillosa e franosa, tanto da spingere ad una rifondazione. Punto di riferimento per tanti religiosi, il Convento non venne destinato alla soppressione (come tanti altri nel 1808), ma nel corso degli anni le cose non andarono sempre per il meglio. Infatti, in chiusura di XIX secolo, Sant’Egidio rischiò il totale abbandono, ma l’impegno di Padre Ludovico Acernese (fondatore della Congregazione delle Suore Terziarie Immacolatine di Pietradefusi) spinse il Provinciale dei Cappuccini di S. Angelo- Foggia a ripopolare con la presenza di diversi frati la struttura religiosa.

IL CONVENTO OGGI

Ad inizio anni ‘90, il Convento perse la sua rilevanza nella formazione di aspiranti cappuccini, ma i frati restarono al servizio della Parrocchia di San Giovanni fino al 2002. Nel 2000, inoltre, una parte della struttura venne concessa in comodato d’uso alle Suore Francescane Immacolatine di Pietradefusi, che utilizzarono il Convento come casa di ritiri e di esercizi spirituali. Ancora oggi, e soprattutto dopo la beatificazione di Teresa Manganiello (cofondatrice della Congregazione), le suore continuano in questa attività di apostolato della preghiera e accoglienza dei pellegrini, così come i frati che dal 2010 curano nuovamente la Parrocchia.

PADRE PIO A MONTEFUSCO

La storia gloriosa del Convento è segnata anche da presenze illustri. Tra queste si registra quella di San Pio da Pietrelcina nel 1908. Il Convento era stato sottoposto a ristrutturazione ed era diventata casa di accoglienza per gli studenti di Teologia. Il giovane fra Pio, diventato Suddiacono, venne trasferito nella struttura religiosa dove poi venne raggiunto dall’amico Padre Ilario da Teano, che ricordando quel periodo scrisse: “Da studente, a Montefusco spesso trovai frà Pio in coro che recitava l'ufficio della Madonna e qualche volta lo vidi con le lagrime agli occhi….era malaticcio, molto delicato, sovente visitato dalla febbre e da acuti dolori".

Lo stato di salute spinse l’Ordine a rimandare Pio a casa, ma diverse testimonianze raccontano di un ritorno nel mese di agosto. Un tempo breve, ma intenso, quello a Montefusco per Padre Pio che ricordò l’esperienza irpina con nostalgia quando seppe, nel 1923, del trasferimento a San Giovanni Rotondo: "Se proprio dovete trasferirmi in un altro convento, desidererei andare a Montefusco". La stessa frase è stata incisa su una pietra posta accanto al monumento eretto in onore del Santo nel piazzale del Convento.

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