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È il giorno della devozione, Avellino in processione per l'alzata del pannetto

Questa sera con la cerimonia del pannetto inizia il periodo più caro agli avellinesi

Tutto pronto per l'alzata del Pannetto della Madonna Assunta.

Come da tradizione nel giorno in cui la Chiesa celebra Sant'Anna iniziano i festeggiamenti religiosi e civili nella città di Avellino. Festeggiamenti che culmineranno nella processione della Beata Vergine Assunta il giorno 15 agosto. Questa sera dalle 19.30 alla presenza del Vescovo Monsignor Francesco Marino e di tutte le autorità civili, militari e politiche il corteo di fedeli percorrerà le principali strade del centro storico culminando nella storica alzata del pannetto nei pressi del palazzo Vescovile, all'inizio di via Nappi.

Per la prima volta quest'anno figuranti in abiti tradizionali, rappresentanti delle storiche contrade cittadine, Tuoppolo, Terra, Porta Puglia, Parco del Principe, Porta Napoli, Porta Beneventana, Bellezze, renderanno un primo omaggio alla Madonna, in attesa di quello finale in occasione del Palio della Botte che si svolgerà anche dal 10 al 12 Agosto in C.so Umberto I.

 Secondo la ricostruzione di Alberto Iandoli la tradizione voleva che un pannetto dall'anno 1712 raffigurante la Vergine Immacolata venisse innalzato il 15 agosto e l'8 dicembre di ogni anno dopo una solenne funzione religiosa e la benedizione dello stesso sulla torre campanaria del Convento di San Francesco al Largo poi sotto l'episcopato di Mons. Gallo i pannetti innalzati in onore della Vergine divennero quattro. Altri tre pannetti infatti dal 1856 in poi furono innalzati rispettivamente: uno in Piazza del Borgo, alla Calata della Tofara, un altro nello slargo della Via Beneventana e il terzo alla Calata di S. Antonio. Detti pannetti venivano conservati durante l'anno dagli artigiani dei rispettivi luoghi, tutti rigorosamente iscritti all'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione.

Anche lo storico Andrea Massaro dedica una pagina dell'Almanacco della Città di Avellino all'alzata del Pannetto dell'Assunta che ogni 26 luglio si tiene in città.

"Il 26 luglio 1912, in occasione dei festeggiamenti in onore dell'Assunta - scrive Massaro - si ricordò il bicentenario del primo Pannetto innalzato in città nel giorno di S. Anna. L'antica usanza, anche se con alcune variazioni subite, si perpetua nel corso dei secoli. Anticamente il Pannetto sul quale è riprodotta da buona mano artigianale e riccamente bordato, l'immagine della Vergine Immacolata veniva esposta pubblicamente nella festività 26 luglio solenne del 15 agosto in onore della celeste Patrona e nell'altra festività dell'Immacolata Concezione che cade l'8 dicembre. Sempre in epoca non tanto remota il Pannetto, dopo la cerimonia della benedizione in chiesa, veniva innalzato tra il tripudio del popolo esaltante e lo sparo dei mortaretti sulla torre del grande campanile barocco della chiesa di San Francesco in piazza Libertà. Dopo i festeggiamenti, il Pannetto veniva consegnato per la custodia alla famiglia Amoretti che, unitamente alle famiglie Testa, Ferrara e de Conciliis ne vantava il privilegio. All'originaria tradizione dell'alzata del Pannetto invalse l'uso di alzarne altri tre: uno in piazza del Borgo, alla Calata della Tofara, uno alla Calata di S. Antonio e l'ultimo nello slargo della via Beneventana. I Pannetti, al termine dell'esposizione venivano gelosamente conservati dagli artigiani operanti nella zona. Agli inizi del secolo scorso i Pannetti alzati in onore della Madonna furono portati a cinque. Il primo apparteneva alla classe dei Signori e trovava il proprio spazio sul sagrato davanti alla chiesa di San Francesco. Il secondo, di appannaggio della famiglia Vietri, veniva alzato in piazza Centrale; la famiglia Marzullo aveva in custodia il terzo Pannetto che si alzava in via Costantinopoli, mentre la famiglia Tino era interessata a quello esposto alla via Trinità. L'ultimo Pannetto, infine, abbelliva la via Mancini ed era sottoposto sotto l'egida dell'associazione dei pannazzari della stessa via. Per ultimo si ricorda il grande Pannetto custodito nella Chiesa dell'Arciconfraternita in piazza Duomo che veniva issato ad opera dei priori delle confraternite in pubblica assemblea tra fedeli e clero nelle vigilie delle due festività della Vergine dopo il canto dei vespri. A sera le abitazioni prossime ai Pannetti si illuminavano di mille e mille lumi ad olio in modo che i drappi si rendessero ben visibili ai fedeli ed ai forestieri".

La devozione ed il culto degli avellinesi, tributati a Maria SS. Assunta in Cielo affondano le radici in un passato millenario, risalendo a quella tradizione mariana che già agli inizi del IV secolo godeva di una speciale liturgia presso la Chiesa di Antiochia. Infatti, essa arrivava da quella comunità paleocristiana orientale con Modestino da Antiochia, Patrono della città e della Diocesi di Avellino, insieme a Fiorentino e Flaviano. Ecco i motivi per cui la Cattedrale, sorta tra il 1153 ed il 1166 a ricordo della evangelizzazione antiochena veniva dedicata alla Vergine, venerata come l'Immacolata, ma anche e soprattutto quale gloriosa "Reina degli Angioli, in Cielo Assunta e Coronata", come ci tramanda il De' Franchi nella sua opera dal titolo: Avellino illustrata da' Santi e da' Santuari.

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