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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cinema

Laceno d'Oro presenta "Le Favolose", Sofia Mehiel: "Le persone vanno rispettate anche dopo la morte"

“Le Favolose” è la storia di sette amiche trans che si ritrovano per rievocare la loro amica Antonia, sepolta dalla famiglia vestita da uomo

La 47esima edizione del Laceno d’oro International Film Festival di Avellino si avvicina al gran finale e propone per la due giorni conclusiva, tante proiezioni, anteprime e incontri con gli autori al Cinema Partenio (Via Giuseppe Verdi - ingresso libero). Questa sera è stata la volta di “Le Favolose”, il nuovo film di Roberta Torre, presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 79 e fuori concorso ad Avellino. È la storia di sette amiche trans che si ritrovano per rievocare la loro amica Antonia, sepolta dalla famiglia vestita da uomo. A presentare il film, una delle protagoniste, Sofia Mehiel “La Papessa”, nata ad Avellino ma bolognese di adozione, è una cantante, attrice e attivista LGBTQIA Plus.

In punto di morte, le persone trans vengono private della loro identità

Succede spesso che in punto di morte le persone trans vengano private della loro identità. Le famiglie si vergognano, i funerali avvengono in gran segreto e sulle lapidi viene inciso il nome che avevano prima della transizione vanificando con violenza tutto il percorso fatto. È quello che, nel film "Le Favolose", accade anche ad Antonia. Le sue amiche si riuniscono per rievocarla, nel tentativo di restituirle la sua identità negata. Le protagoniste, stelle della sconfinata costellazione trans, nel mettere in scena questa storia, la intrecciano con il loro vissuto raccontando storie e ricordi dei loro percorsi.

Laceno d'Oro presenta "Le Favolose"

Sofia Mehiel ha risposto alle domande dei cronisti in sala: “Avellino è meravigliosa e io ci torno sempre molto volentieri. Apple Pie mi ha scelta come madrina per l’Irpinia Pride e sono molto contenta di essere tornata, questa sera, per presentare questa pellicola meravigliosa “Le Favolose” di Roberta Torre. Si parla di un argomento poco dibattuto. Le persone, incredibilmente, non pensano mai che anche noi possiamo morire, quasi come se ci ritenessero immortali. Anche le persone Lgbt muoiono e le famiglie, troppo spesso, non accettano la nuova identità delle persone. Pochi giorni fa, nello specifico, una famosa Dj trans è morta. La famiglia l’ha seppellita come Giorgia, come lei voleva. Il prete dall’altare la chiamava ancora al maschile. Questo film, certamente in modo ironico e simpatico, vuole comunque accendere un faro su un argomento complesso che deve toccare i cuori di ognuno di noi. Una persona va rispettata anche dopo la morte. Nella bara non c’è solo un corpo, c’è una persona che merita di vedere rispettata la propria volontà anche dopo la morte”.

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