L'insulto, il Cineforum dello Zia Lidia Social Club parte con il film di Ziad Doueiri

  • Dove
    Sala Ripa ex Carcere Borbonico
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 15/04/2018 al 15/04/2018
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Domenica 15 aprile, ore 19.00, nella Sala Ripa dell’ex Carcere Borbonico, primo appuntamento con il Cineforum dello ZiaLidiaSocialClub. Presenta Alberto Castellano (Il Manifesto).

Trama

Beirut, oggi. Yasser è un profugo palestinese e un capocantiere scrupoloso, Toni un meccanico militante nella destra cristiana. Un tubo rotto, un battibecco e un insulto sproporzionato, pronunciato da Toni in un momento di rabbia, innescano una spirale di azioni e reazioni che si riflette sulle vite private di entrambi con conseguenze drammatiche, e si rivela tutt'altro che una questione privata.

Il commento dell'autore

"L'insulto nasce da qualcosa che mi è realmente accaduto diversi anni fa a Beirut. Ho avuto una discussione con un idraulico per una questione di molto banale. Gli animi, però, si sono surriscaldati rapidamente e ho pronunciato le stesse parole che si sentono nel film. L'accaduto in sé potrebbe essere considerato insignificante ma insignificanti non sono le connotazioni sociopolitiche e le sensazioni del sub inconscio che richiama. Quando si pronunciano certe parole, si vanno a toccare sfere molto personali e a ferire volontariamente i sentimenti dell'altro. Joelle Touma, la cosceneggiatrice di L'insulto, era con me quel giorno e mi ha poi convinto ad andare a chiedere scusa all'idraulico offeso. Costui però ha rifiutato le mie scuse. Sono allora andato dal suo capo e, quando questi voleva fare dell'accaduto un pretesto per licenziarlo, ho immediatamente preso le difese del mio "nemico". Qualche giorno dopo, ho realizzato che quanto mi era accaduto era una buona premessa per una storia da trasporre sullo schermo basata su un evento da cui rapidamente si genera una spirale di violenza senza controllo.
Sono solito cominciare i miei film con una certa tensione derivante da un incidente per indagare la piega che prendono gli eventi e i cambiamenti che il protagonista subisce. Nel caso di L'insulto avevo non uno ma due protagonisti: Toni e Yasser. Entrambi hanno i loro difetti ed entrambi nascondono passati contraddistinti da una serie di demoni interiori. In più, vivono in un ambiente elettrico, costantemente in tensioni. Toni ha anche un segreto, qualcosa che ha vissuto, di cui non vuole parlare, che considera come un tabù e che reputa una grande ingiustizia. Yasser, invece, ha affrontato molti ostacoli lungo il suo percorso e l'esperienza lo ha portato a non credere più nel sistema giudiziario. L'evolversi della loro vicenda fa inoltre luce sulle conseguenze della guerra civile libanese terminata nel 1990 senza vincitori e vinti. Nonostante le mie origini e quelle della cosceneggiatrice (proveniamo da contesti differenti), ho cercato di non prendere le difese di nessuna delle parti e di rimanere imparziale. Nessuno può dire chi siano i buoni e chi i cattivi presenti in L'insulto.
Ho scelto di far evolvere la vicenda in una dramma giudiziario. Per uno sceneggiatore, mettere due protagonisti all'interno di un'aula di tribunale equivale a farli confrontare faccia a faccia in una sorta di moderno western. Seppur in un ambiente chiuso, Toni e Yasser si stanno sfidando a duello al pari dei loro due rispettivi avvocati, un padre e una figlia che simboleggiano due diversi modi di affrontare la giustizia e la Storia".
Ziad Doueiri

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