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Da Avellino a Monteforte, a piedi nudi i Battenti omaggiano la Madonna del Carmine

Da più di 80 anni un rito ricco di fede e devozione

Una tradizione tra fede e folklore che si ripete da più di 80 anni. Nel giorno della Madonna del Carmine, così come da consuetudine, circa 200 battenti sono partiti in processione dal Duomo di Avellino per arrivare a Monteforte.

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Era il 1938, quando venne istituito a Monteforte questo culto. Il giorno prescelto fu il 16 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmine. Da allora centinaia di fedeli vestiti con maglietta e pantaloni bianchi con una fascia rossa in vita e sulla spalla, a piedi scalzi, percorrono le strade cittadine tra suoni, grida e commozione.

In doppia fila un lungo cordone di fedeli: avanti i più giovani, dietro le donne e via via i più adulti. A vari intervalli, i veterani, al centro della strada regolano l’andatura. Giunti in prossimità di Alvanella, i fuochi pirotecnici interrompono per pochi minuti la marcia; i battenti si inginocchiano in raccoglimento. Al suono della trombetta, riprendono il cammino nella consueta andatura.

Dopo aver percorso via Loffredo e Corso V. Emanuele, si procede verso la Portella di Monteforte dove è situata la chiesa della Madonna del Carmine. Nei pressi della chiesa, il momento più suggestivo:  i fedeli percorrono in ginocchio alcuni metri, fino alla statua della Madonna, dove con l’offerta dei fiori e il bacio del manto, si conclude il rituale.

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