Mercoledì, 22 Settembre 2021
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La sete d'Irpinia a Milano: il riscatto enologico di un territorio attraverso le sue DOCG

Tutto esaurito al Westin Palace per la serata di degustazione dei vini del Consorzio dei Diversi Vignaioli Irpini

Una curiosità per l’Irpinia che si muove a grandi passi: otto vini di altrettante piccole aziende che rappresentano espressioni di un territorio che vuol farsi sentire a gran voce attraverso i vitigni del fiano, del greco e dell’aglianico presentati dalla sommelier e giornalista Monica Coluccia in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Milano.
Il viaggio enologico è partito dal Fiano di Avellino nelle espressioni dei territori di Candida con Tenuta Sarno 1860 per arrivare a Montefredane con Villa Diamante. Il cammino degustativo continua inerpicandosi con il Greco di Tufo di Cantina Bambinuto e Le Ormere giungendo, quindi, nel territorio di Santa Paolina.  Cambio d’abito in rosso per arrivare in vetta con il Taurasi della media valle del Calore tra Paternopoli, Taurasi e San Mango sul Calore con le cantine Stefania Barbot, Gustaferro, Contrade di Taurasi e Antico Castello.
“E’ stata una serata speciale, che ci ha emozionato: una sala gremita di gente “assetata di Irpinia”- ha sottolineato Francesco Romano, Presidente del Consorzio Diversi Vignaioli Irpini e titolare delle cantine Antico Castello - Siamo convinti del potenziale del nostro territorio e dei nostri vini ma ha sorpreso anche noi la letterale “standing ovation” alla fine della degustazione con plausi e incoraggiamenti nel proseguire nel nostro lavoro che sono arrivati da ogni dove.”
Il vino è stato protagonista assoluto della serata data la presenza di un pubblico di soli esperti ma poi ci si è anche lasciati prendere dalle storie di lavoro e sacrifici delle aziende e di un territorio in rinascita.
“Al di là del vino il messaggio che abbiamo voluto portare è stato: veniteci a trovare, ci saranno le porte aperte di tutti noi perchè l’Irpinia è una terra generosa ed ospitale con panorami incontaminati e valli pettinate dai filari dei vigneti, realtà enogastronomiche invidiabili e vini rurali con un palato proiettato al futuro”

L’irpinia c’era tutta capitanata da un grande gruppo di Amici, prima che di colleghi, quello dei Diversi Vignaioli Irpini.
 

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