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Piano di sviluppo strategico della Zes, Grasso chiede a Gambacorta di istituire un tavolo tecnico

La Zes è uno strumento che consente una più intensa crescita dei porti e delle aree industriali e logistiche delle zone retro portuali nonché delle infrastrutture e della mobilità regionale

La Campania è la prima Regione a dotarsi del Piano di sviluppo strategico della Zes che con successivo decreto del presidente del Consiglio sarà istituita e immediatamente operativa. Il Piano di sviluppo strategico contiene, in particolare, le attività di specializzazione territoriale che si prevede di rafforzare e che dimostrano la sussistenza di un nesso economico-funzionale con le aree portuali; l’individuazione delle semplificazioni amministrative di per la realizzazione degli investimenti che la Regione ha già adottato e si impegna ad adottare per le iniziative imprenditoriali localizzate nella Zes, l’indicazione delle agevolazioni e delle incentivazioni che possono essere concesse dalla Regione. La Zes è uno strumento che consente una più intensa crescita dei porti e delle aree industriali e logistiche delle zone retro portuali nonché delle infrastrutture e della mobilità regionale.  “L’approvazione da parte della Giunta della Regione Campania del Piano di sviluppo strategico della zona economica speciale (Zes) – dice il Presidente di Cidec Avellino, Nicola Grasso –  è un’ottima notizia per le aziende avellinesi e campane. La nostra è la prima regione a dotarsi di questo strumento di valenza strategica e fondamentale per lo sviluppo del territorio. Le Zes sono un'opportunita' importante perche' garantiscono la defiscalizzazione degli oneri sociali per gli investitori, prevedono il credito d'imposta, ma non bisogna perdere tempo e chiediamo al presidente della Provincia Gambacorta di istituire un tavolo tecnico con i Sindacati e le Associazioni di categoria, per allargare le Zes in provincia di Avellino alle aree come quella del territorio dove è prevista la stazione Hirpinia della Alta Velocità e del PIP di Ariano Irpino, cerniera a Nord-Est tra Campania e Puglia, che debbono assolutamente entrare negli altri 300 ettari da comprendere nella Zes della Campania, ancora da assegnare da parte della Regione Campania”.


 

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