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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Superbonus 110%, tutti i cambiamenti per contrastare le truffe

Cabina di regia sul Superbonus per un decreto anti truffe, conferma sconto in fattura e cessione del credito. Si discute su limite Isee per villette

Cambiano le regole del Superbonus 110% con la Manovra 2022, che inizia oggi il suo iter parlamentare in Senato per concludersi entro la fine dell’anno.

Riflettori puntati sulla cabina di regia che si terrà in mattinata per mettere a punto un decreto anti truffe e per confermare lo sconto in fattura e la cessione del credito. Si preannuncia acceso il dibattito in Parlamento sul limite Isee di 25 mila euro per le villette.

Superbonus, le truffe e il rischio riciclaggio

Dopo i dati snocciolati dall’Agenzia delle Entrate sulle truffe connesse al Superbonus 110% il governo ha deciso di correre ai ripari, eliminando lo sconto in fattura e la cessione del credito, secondo quanto emerso dalla bozza sulla Manovra 2022. Dalle decisioni prese a fine ottobre, però, sembra essere cambiato qualcosa: oggi si riunisce la cabina di regia per mettere a punto un decreto anti truffa sul Superbonus, che potrebbe poi essere approvato nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il decreto in questione tenterà di rispondere all’allarme frodi lanciato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini: ad un anno dall’entrata in vigore della misura sono stati scoperti 800 milioni di crediti inesistenti connessi al meccanismo della cessione del credito e degli sconti in fattura.

L’Agenzia delle Entrate ha “intercettato numerose cessioni di crediti inesistenti soprattutto riferiti a interventi edilizi non effettuati. In altri casi ancora abbiamo rilevato la cessione di crediti inesistenti riferiti a lavori fittiziamente realizzati addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite”, ha dichiarato Ruffini.

Non è tutto: c’è anche il rischio riciclaggio considerando che i crediti fittizi possono essere ceduti a intermediari finanziari e quindi monetizzati. Ruffini non esclude l’interesse del crimine organizzato sul bonus edilizio al 110%: “si tratta di operazioni raffinate che richiedono un certo know how e attuate attraverso strutturate organizzazioni fraudolente”, ricordando che “è bene prestare attenzione a quello che si firma quando vengono proposte tali operazioni”.

Come cambia il bonus edilizio 110%. Nuovo limite Isee per le villette?

Il decreto anti truffe per il Superbonus dovrebbe inserire controlli preventivi ma dovrebbe confermare anche lo sconto in fattura e la cessione del credito. A mettere mano al limite Isee di 25 mila euro per le villette unifamiliari sarà probabilmente il Parlamento, visto che questo tetto è stato giudicato troppo basso da molte forze della maggioranza. Il premier Draghi, però, aveva già sottolineato l’impossibilità di un’estensione integrale del Superbonus, sottolineando l’onerosità della misura per le casse dello Stato.

Agostino Santillo, vicepresidente gruppo M5S al Senato ha dichiarato che “il limite Isee per usufruire integralmente del Superbonus 110% sulle case mono e plurifamiliari deve essere cancellato”, per mettere il bonus “nella condizione di sprigionare tutte le sue potenzialità, come chiedono cittadini, imprese, associazioni di categoria e professionali. Per questo stiamo finalizzando emendamenti alla legge di bilancio che cancellano il riferimento al tetto Isee e al suo posto prevedono un requisito di stato di avanzamento lavori a 2022 inoltrato, grosso modo a metà anno, fissato al 30%. Questo comporterebbe anche il beneficio di sfruttare una Cila, ovvero una Comunicazione di inizio lavori, da noi peraltro già semplificata, a ridosso del termine entro cui effettuare la percentuale dei lavori necessaria a sfruttare appieno l'agevolazione”.

Dello stesso parere Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “abbiamo detto, anche un po' più di altri, che è assurdo che si colleghi il concetto di Isee, al di là del numeretto indicato di 25mila euro, a un incentivo fiscale per fare interventi di interesse pubblici. Se si elimina questo criterio si farebbe sicuramente un'opera di giustizia”.

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