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Foto di repertorio

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L'allarme Svimez: "Sud nel tunnel della recessione, il Reddito di Cittadinanza non basta"

Luca Bianchi dubbioso anche sui modesti effetti di Sblocca cantieri e Decreto crescita

In alcune zone d’Italia, come l’Irpinia, si cerca senza sosta una rinascita economica: spesso attraverso la valorizzazione del territorio e delle eccellenze che lo stesso offre, ma anche attraverso la politica. Molti comuni irpini, in particolare Avellino, attendono una risposta importante dalle prossime amministrative, sperando nell’avvento di un’amministrazione capace e sensibile (che stando ai fatti manca da diversi anni).

Il problema del rilancio, però, non riguarda solo l’Irpinia o la Campania, ma più in generale tutto il Sud. A lanciare l’allarme è Luca Bianchi, direttore generale di Svimez, che ha annunciato il ritorno “nel tunnel della recessione” per il Meridione. Il concetto è stato ribadito (e giustificato) nella giornata di ieri davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera. Nel mirino di Svimez finisce il Def 2019 che “conferma la forte frenata” del Sud, ma in parte anche del resto d’Italia: “Con un Paese che si ferma, infatti, secondo le nostre previsioni, dopo quattro anni di (sempre più debole) ripresa, malgrado l’impatto positivo di alcune politiche, al Sud torna il segno meno”.

Il dato di consuntivo del 2018, principalmente a causa dell’impatto dell’occupazione sui redditi - ha continuato - determina un rallentamento molto più accentuato nel Mezzogiorno. E il 2019 inizia assai più in salita nel Meridione rispetto al resto della Penisola. Il quadro Nord-Sud stimato dalla Svimez con il suo modello econometrico evidenzia un Pil tendenziale in modesto incremento nel Centro-Nord, +0,2%, mente nel Mezzogiorno, anche alla luce dell’inversione di tendenza del mercato del lavoro del 2018, il prodotto interno lordo è previsto in riduzione di due decimi di punto”.

Bianchi, quindi, senza mezzi termini chiama in causa la politica e in particolare l’attuale esecutivo giallo-verde. Tra i cardini della manovra economica, infatti, c’è il Reddito di Cittadinanza: presentato come la Panacea di tutti i mali, ma in realtà non sembra aver soddisfatto le aspettative (almeno per il momento). “Svimez – viene spiegato - ha stimato gli effetti territoriali dell’introduzione, dall’aprile 2019 del Reddito di Cittadinanza nelle due ripartizioni del Paese. L’impatto sul Pil appare di portata piuttosto modesta a livello nazionale, pari allo 0,1 percentuale nell’anno. A livello territoriale, l’incidenza risulta più alta nel Meridione rispetto al Centro-Nord, per effetto di una maggiore concentrazione dei beneficiari: 0,14% al Sud contro lo 0,07% nel Nord nel 2019 e 0,35% contro 0,14% nel 2020 e 2021”.

In parole povere, il Reddito non basta, così come non vengono considerati sufficienti gli investimenti, soprattutto al Sud. “Non è prevedibile una significativa accelerazione nel 2019, anche per i modesti effetti che possono avere nell’anno provvedimenti quali lo Sblocca cantieri e il Decreto crescita, emanati in questi giorni. Alla luce di tali considerazioni, le previsioni per il 2019, tenendo conto dello scenario programmatico, sono: nel Mezzogiorno -0,06 di Pil programmatico, nel Centro-Nord +0,27”, ha spiegato ancora il direttore generale. Nel Def, stando alla “denuncia” di Svimez (che ritiene sbilanciante e con un possibile impatto asimmetrico anche la cosiddetta “tassa piatta”), manca una strategia specifica per il Mezzogiorno, ma anche incentivi seri per gli investimenti privati che, negli ultimi anni, avevano sopperito alla mancanza di quelli pubblici.

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