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Roberto Langella a difesa degli specializzandi in farmacia ospedaliera

L'elezione si e' svolta al XXXVI congresso nazionale SIFO, nell'ambito di una vera e propria assemblea degli specializzandi, anche questa una novita' assoluta: gli altri anni, al congresso, c'era solo un momento di confronto tra gli specializzandi e i direttori delle scuole di specializzazione

Si chiama Roberto Langella, originario di Grottaminarda, ha 28 anni ed e' il nuovo rappresentante nazionale degli specializzandi in Farmacia ospedaliera, una specie che rischia l'estinzione visto che da due anni i bandi per le specializzazioni di area sanitaria sono bloccati e nessuno puo' scegliere questo percorso di studio dopo la laurea. 

Langella si e' laureato all'Universita' Federico II di Napoli, poi ha vinto il concorso per la specializzazione a Milano, dove sta frequentando il terzo anno. Da due anni si da' da fare all'interno del Cisas (Coordinamento italiano specializzandi di area sanitaria), che riunisce tutte le specializzazioni di area non medica. Uno dei motivi che ha convinto gli specializzandi in farmacia ospedaliera ad eleggere, per la prima volta, un proprio rappresentante a livello nazionale è per cercare di dare una svolta . L'elezione si e' svolta al XXXVI congresso nazionale SIFO, nell'ambito di una vera e propria assemblea degli specializzandi, anche questa una novita' assoluta: gli altri anni, al congresso, c'era solo un momento di confronto tra gli specializzandi e i direttori delle scuole di specializzazione.

"Questo e' un passo importante per tutta la categoria degli specializzandi- afferma Langella entusiasta- e' la prima volta che viene eletto un rappresentante nazionale e viene organizzata un'assemblea che non sia solo un colloquio con i direttori delle scuole di specializzazione". A Catania c'e' stato "un momento di confronto e di discussione, anche per considerare quelle che sono le varie realta' delle scuole a livello territoriale".

Una delle questioni piu' importanti con cui Langella dovra' confrontarsi e' appunto la riapertura delle scuole di specializzazione oggi bloccate. "In Italia, fino al 2013, ogni anno in specializzazione entravano circa 150 colleghi. Oggi a causa del blocco dei bandi, questo numero si sta riducendo drasticamente". Bisognera' darsi da fare: "Uno dei nostri primi obiettivi e' riuscire nella riapertura delle scuole che ad oggi sono chiuse per permettere a tutti i colleghi di poter procedere con il proprio percorso di studio".

Se le cose non cambiano i farmacisti ospedalieri potrebbero trasformarsi in 'panda' e rischiare l'estinzione? "Assolutamente si', perche' una professione si basa prevalentemente sui propri specializzandi, sia per il proprio futuro che per i progetti e le attivita' che quella professione vuol porre in essere- afferma Langella- una categoria professionale che non ha una base solida per quanto riguarda la specializzazione e' destinata a scomparire. È fondamentale, dunque, riaprire le scuole e permettere ai colleghi di specializzarsi".

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