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Martedì, 27 Settembre 2022
Economia

Rincari farine e cereali, i panificatori irpini lanciano l'allarme: "Situazione insostenibile, la politica ci aiuti"

Il resoconto del vertice tra il Presidente di Confcommercio Oreste La Stella e il rappresentante dei Panificatori della Provincia di Avellino Enrico Savelli: "Serrata per una settimana o sciopero generale, coinvolgendo anche il Prefetto per far sentire le nostre ragioni"

Presso la sede di Confcommercio Campania Distretto di Avellino, si è tenuto un incontro promosso dal Presidente Provinciale di Confcommercio Campania Oreste La Stella e dal Presidente Provinciale dei Panificatori Enrico Savelli.

Nell’ambito della riunione, alla quale hanno preso parte panificatori, pasticcieri e pizzaioli irpini, si è discusso dei rincari e degli aumenti dei prezzi di farine, cerealimaterie prime in generale, nonché dei costi delle utenze più che raddoppiati, al fine di individuare soluzioni da proporre alle istituzioni.

Savelli: "Molti di noi sono sul punto di chiudere, aumentare il prezzo del pane significa infamare il consumatore"

"Vedremo se fare una serrata o uno sciopero di massa, purtroppo molti di noi sono sul punto di chiudere" è il grido disperato di Enrico Savelli, Presidente Provinciale dei Panificatori. "C'è chi è costretto a pagare le bollette a rate e chi le manda indietro. Dobbiamo risolvere questo problema, perché molti dipendenti rischiano di finire in mezzo a una strada. La situazione è insostenibile anche per i problemi dei rincari: alcune cartiere hanno aumentato i prezzi, altre hanno chiuso le linee, per cui il prezzo della carta è salito a un livello elevatissimo. Il prezzo dei cartoni delle pizze è incrementato del 100%. Per noi, aumentare il prezzo del pane significa infamare il consumatore, il popolo. È una situazione che ha creato la politica e la politica ci deve aiutare. Da calcoli fatti, per far quadrare i conti dovremmo fare arrivare il pane ad almeno 5,50 euro al kg, rispetto agli attuali 3 euro. Le nostre proposte riguardano una serrata per una settimana, oppure uno sciopero generale, coinvolgendo anche il Prefetto per far sentire le nostre voci".

La Stella: "È la tempesta perfetta per distruggere un sistema imprenditoriale"

"Non è più un grido di allarme: siamo dinanzi a una situazione tragica e quando si usa un’affermazione di questo tipo, purtroppo, è con cognizione di causa, perché è talmente grave la situazione di caro energia, bollette e aumento delle materie prime che le aziende non sono in ginocchio, ma di più" dichiara, preoccupato, il Presidente provinciale di Confcommercio Oreste La Stella. "Oggi come oggi, è necessario che venga preso un provvedimento non solo per i panificatori, ma anche per tutte le piccole aziende energivore. La cosa più grave, ad oggi, è che non ci sia assolutamente nulla che possa dare una speranza a queste attività".

"Non si può affamare il popolo portando il pane a 6 euro al kg, anche perchè quello della panificazione è un settore talmente strategico, essendo il bene primario per eccellenza" conclude La Stella. "Da settembre scorso stiamo sollevando la questione: siamo partiti un anno fa, anche perché si vedevano i primi rincari delle bollette quando non c’era la guerra, e dunque senza alcuna giustificazione. Da febbraio in poi, non è stata un'escalation, bensì un aumento continuo ed esponenziale delle materie prime e delle forniture e di energia. È come abbiamo detto anche in altre occasioni: la tempesta perfetta per distruggere un sistema imprenditoriale. La fase balorda della vigilia delle elezioni non ci aiuta, eppure si sapeva che a settembre sarebbe scoppiata la bomba. Non so effettivamente ad ottobre cosa può accadere. I provvedimenti andavano presi ieri, non oggi o domani".

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