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A Quindici, per rilanciare il territorio come sistema oltre la crisi della castagna

Si è discusso della crisi della castanicoltura, che è diventato un problema non solo economico, ma anche sociale e ambientale, che richiede una soluzione in chiave europea

Nella serata di ieri si è tenuto il convegno “Agricoltura, quale futuro per l’Irpinia: una rete a difesa dei nostri prodotti”. Si è discusso della crisi della castanicoltura, che è diventato un problema non solo economico, ma anche sociale e ambientale, che richiede una soluzione in chiave europea.

Questa consapevolezza è stata presentata all’Europarlamentare Massimo Paolucci, che concludendo i lavori ha assicurato il suo personale impegno in sede europea, con proposte concrete e serie capaci di considerare il problema come crisi di sistema.

Tra i numerosi interventi che si sono succeduti, c’è stato quello del professore Antonio De Feo, ricercatore universitario che si occupa di economia e sostenibilità, nonché componente del coordinamento dell’Associazione IDEA Irpinia che presentando il lavoro che negli ultimi due anni stiamo portando avanti, ha ricordato che non stiamo partendo da zero. Infatti abbiamo ormai la consapevolezza del problema e sappiamo che solo la lotta biologica potrà garantire risultati stabili e concreti. Certamente i tempi non possono essere brevi, e intanto abbiamo il dovere di accompagnare i castanicoltori ad una vera e propria rivoluzione culturale, che faccia dell’agricoltura un settore trainante altamente specializzato.

Questo punto, poi, è stato ripreso con forza e convinzione dal Sindaco del Comune di Serino, Vito Pelosi, che ha convintamente assicurato ai castanicoltori, come alle associazioni di categoria, il sostegno della politica locale ed europea in questa faticosa e problematica fase temporale, in cui la produzione è calata del 90% a fronte di un investimento che i produttori devono comunque sostenere per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi agricoli, nonché per il mantenimento del territorio al fine di scongiurare catastrofi di natura idrogeologica.

Si è evidenziato quindi come il problema in alcune realtà del nord Italia sia stato parzialmente risolto a seguito dei tempi lunghi in cui la “lotta biologica” ha avuto modo d’agire, oltre un decennio. Inoltre il crollo della produzione e il peggioramento degli ultimi tempi è da attribuirsi, come non  hanno mancato di sottolineare anche i diversi esperti e studiosi del settore presenti, ai mutamenti climatici che hanno colpito le zone interessate

Questi i passaggi fondamentali dell’iniziativa, che ha anche evidenziato come l’agricoltura sia fondamentale, per i nostri territori, anche in una visione turistica e di sviluppo globale, convinzione, questa, alla base del nostro lavoro quotidiano e delle scelte che stiamo compiendo mantenendo fede al programma elettorale. 

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