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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Economia

Pensioni e ricalcolo contributivo: cosa dobbiamo aspettarci

Obiettivo: risparmiare almeno un miliardo. Ma per arrivare alla Quota 100 il sentiero è stretto

La scure sulle pensioni d’oro è uno dei provvedimenti che il governo si è impegnato ad approvare nel brevissimo periodo, ma stando alle ultime indiscrezioni i tagli non andrebbero a colpire solo le pensioni sopra i 5mila euro al mese come annunciato più volte da Di Maio. 

Lettera 43 scrive che alcuni consulenti dell’esecutivo, in concerto con l’INPS, starebbero lavorando ad un dossier “segretissimo” per “studiare un modello di ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni d'oro ottenute grazie al retributivo”. 

L’obiettivo - spiega invece il Quotidiano Nazionale - è recuperare almeno un miliardo di euro, così da finanziare (almeno in parte) l’aumento delle pensioni minime che il governo intende portare a 780 euro al mese. Tagliando gli assegni sopra i 5mila euro il risparmio per le casse dello Stato sarebbe però troppo esiguo (circa 200 milioni di euro). 

Pensioni, ultime notizie: tagli agli assegni sopra i 4mila euro? 

Secondo  il Quotidiano Nazionale l’esecutivo sarebbe dunque pronto a correre ai ripari. Come? Con una sforbiciata alle pensioni da 4mila euro in su. In questo modo la platea dei pensionati si allargherebbe da circa 30mila a oltre 100 mila e il risparmio per lo Stato si attesterebbe sul miliardo di euro. Niente di ufficiale, intendiamoci: si parla di indiscrezioni, ma per ora dal governo non è arrivata nessuna smentita. Una proposta del genere era già stata fatta dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che al momento del suo insediamento aveva sostenuto la proposta di ricalcolare con il sistema contributivo le pensioni superiori ai 3.500 euro lordi mensili. 

Ad ogni modo non sembra essere questa la strada tracciata dal governo che invece punta a fare cassa penalizzando solo gli assegni sopra i 4mila euro. 

Pensioni, i conti non tornano 

Come accennato la misura porterebbe nelle casse dello Stato circa un miliardo di euro. Una cifra che sarebbe di grande aiuto per finanziare l’aumento alle pensioni minime, mentre continua a non essere chiaro da dove arriveranno i soldi per superare la legge Fornero. L’altro ieri Boeri ha stimato in 20 miliardi di euro il costo dell’introduzione della Quota 100 “pura”, mentre la Quota 100 con 64 anni minimi di età costerebbe fino a 18 miliardi di euro. Se però dovessero permanere gli attuali criteri di anzianità contributiva il costo scenderebbe fino a 8 miliardi a regime. 

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