Assegni sociali e di invalidità per 70mila migranti: l'Inps spende 426 milioni

Dall'osservatorio sui conti dell'istituto di previdenza emerge un dato che è destinato a far discutere. Un trend crescente: rispetto al 2015 equivale ad un balzo di oltre il 9%“

Nel 2016 l'Inps ha staccato assegni sociali o d'invalidità civile ad oltre 70mila cittadini stranieri tra cui 16.232 cittadini dell'Est Europa e 54.416 extracomunitari. Le prestazioni assistenziali di cui hanno beneficiato i migranti ha portato ad una spesa di 426 milioni di euro, per un importo medio annuo appena superiore ai 6mila euro.

Gli assegni sociali coprono circa il 60% dell'intera spesa pensionistica che l'Inps destina ai cittadini extracomunitari o neo comunitari, in maggior parte provenienti dalla Romania (11.611), dall'Albania (15.566) e dal Marocco (10.021).

Un trend crescente: rispetto al 2015 equivale ad un balzo di oltre il 9%

Come ricorda il Sole 24 ore lo scorso anno fu proprio il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a dover chiarire in un’audizione parlamentare come fossero necessario per lavoratore migrante almeno dieci anni continuativi di residenza nel nostro Paese per poter fruire dell'assegno sociale. 

L'Anac porta l'Inps alla Corte dei Conti

Nel frattempo come rileva Italia Oggi, l'Istituto nazionale di previdenza è finito sotto i riflettori dell'Autorità nazionale anticorruzione per "un elevata disomogeneità nei comportamenti dei singoli centri di spesa, nonché assenza di coordinamento delle politiche di acquisto e carenza di una congrua attività di pianificazione e controllo".

I rilievi dell'Anac a seguito delle ispezioni relative all'attività contrattuale nel triennio 2012-2014. Sotto i riflettori procedure di approvvigionamento di beni e servizi e segnatamente sei procedure contrattuali aventi ad oggetto l'affidamento di servizi di archiviazione, informatici e di efficientamento energetico.

Secodo l'autorità presieduta da Raffaele Cantone l'Inps avebbe appaltato con procedura d'urgenza alcuni servizi che potevano essere invece amministrati con una programmazione che gli ispettori hanno valutato come "carente".

Con il documento depositato il 1° agosto scorso, l'Authority guidata da Raffaele Cantone ha dunque "in considerazione delle diffuse e generalizzate anomalie rilevate" disposto la "trasmissione della delibera alla procura della Corte dei conti presso la sezione giurisdizionale Lazio e alla procura della repubblica presso il tribunale di Roma".

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