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Ocm di Nusco, l'impegno di Iannace e D'Amelio in Regione per risolvere la questione

Si è tenuta questa mattina presso la III Commissione Permanente Attività Produttive, presieduta dal presidente Nicola Marrazzo

Si è tenuta questa mattina presso la III Commissione Permanente Attività Produttive, presieduta dal presidente Nicola Marrazzo l’audizione sulle problematiche dei lavoratori della O.C.M. Srl di Nusco alla presenza dell’ass. alle attività produttive Amedeo Lepore e del consigliere regionale Carlo Iannace promotore dell’iniziativa e della segreteria provinciale dell’Ugl Avellino.

Così Carlo Iannace commenta il vertice odierno: “Ringrazio la disponibilità del presidente Marrazzo e soprattutto l’impegno assunto dall’assessore Lepore che ha chiesto di avere nel più breve tempo possibile tutto l’incartamento dettagliato dalla proprietà per poter accompagnare la vertenza sui tavoli nazionali.

Sono fiducioso e mi impegnerò in tutti modi possibili cercando, grazie a queste disponibilità, di accompagnare questa vertenza verso una soluzione il più possibile positiva. Non è immaginabile che, in un territorio come l’Alta Irpinia, colpito atavicamente dalla desertificazione demografica, si mettano a rischio 100 posti di lavoro. Inoltre, visto che gli stessi lavoratori hanno avanzato una proposta su una eventuale conversione aziendale, credo e auspico che si possa nel più breve tempo possibile affrontare nel dettaglio la questione”.

“Sospendere subito le procedure di mobilità per i 98 lavoratori della O.C.M. Srl Nusco e attivare un tavolo istituzionale che affronti la crisi aziendale”.

È la richiesta avanzata in audizione in Terza Commissione Consiliare Lavoro e Attività Produttive dal presidente Nicola Marrazzo e dalla presidente del consiglio Regionale Rosetta D’Amelio. Presente l’assessore regionale alle Attività Produttive Amedeo Lepore, il delegato dell’Assessore regionale al Lavoro Prospero Volpe, l’Ugl e la direzione aziendale.

“La Regione si impegna a sostenere percorsi di tutela dei lavoratori, purché si sgombri il campo dalle procedure di mobilità – hanno dichiarato D'Amelio e Marrazzo -. Con la crisi industriale che ha colpito le aree interne, è opportuno che il gruppo torinese Cellino, non dismetta l’azienda produttrice di macchinari per le costruzioni, compromettendo così il futuro lavorativo di circa 100 addetti.

“Questa commissione si impegna per questo a coinvolgere tutti i soggetti interessati a un tavolo tecnico presso il ministero per lo sviluppo economico per garantire i livelli occupazionali”, hanno concluso gli esponenti Pd.    

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