Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Non si trovano più camerieri, preferiscono i sussidi: un fenomeno con picchi fino al 75%

Anche De Luca ha acceso i riflettori sul problema: "Se tu mi dai 700 euro al mese non ho interesse ad alzarmi la mattina alle 6"

La ripartenza del settore turistico e ristorativo sembra ostacolato dal reddito di cittadinanza. A sentire ristoratori e albergatori pare non si trovino camerieri, baristi, cuochi, bagnini e personale stagionale. La causa secondo Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento imprese ospitalità è che il Reddito di cittadinanza "Funge da deterrente occupazionale per i giovani e meno giovani" . Ma non c’è solo questo, anche l’incertezza sulle riaperture svolge un ruolo, perché in assenza di punti di riferimento sicuri su quando, come, quanto, in molti preferiscono affidarsi al sussidio o, in alcuni casi, andare all’estero, dove ci sono più punti fermi.  Fatto sta che basta parlare con imprenditori del settore per capire quanto il fenomeno sia diffuso.

Picchi fino al 75%

Un fenomeno segnalato da Nord a Sud con picchi fino al 75%. I dati reali racconterebbero di giovani percettori dei 780 euro canonici che si rifiutano di fare i camerieri per 1.500 euro mensili, oppure i cuochi per 2.500. Altrettanto però agognerebbero un lavoro saltuario, magari nei fine settimana e in nero per arrotondare. 

A oggi dagli stessi dati Anpal viene fuori una situazione poco rosea perché come riporta Il Giornale i 2.980 navigator hanno generato l'assunzione di 423 persone che a oggi sono state ricollocate in seguito ai colloqui avvenuti. Rimangono al palo 1 milione e 650 mila percettori di reddito di cittadinanza che non hanno fatto nemmeno il colloquio preliminare al telefono o ricevuto una mail per un primo contatto. 

Le dichiarazioni di De Luca

Del dato ne ha parlato anche il presidente Vincenzo De Luca nella diretta di ieri:

"Se tu mi dai 700 euro al mese e io mi vado a fare qualche doppio lavoro, io non ho interesse ad alzarmi la mattina alle 6 per andare a lavorare in un'industria di trasformazione agricola. A volte c'è gente che prende il reddito di cittadinanza e va a fare lavoro in nero. Si sono create delle anomalie, degli imbrogli come sempre in Italia, che finiscono per danneggiare l'economia del nostro Paese. Noi abbiamo il dovere di garantire il reddito alla povera gente e a chi non ce la fa, ma dobbiamo garantire il reddito familiare e dobbiamo evitare il paradosso di arrivare al punto di non avere più lavoratori stagionali".

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