Ex Isochimica, la bonifica non basta: "Serve un'idea di utilizzo futuro dell'area"

La nota di Avellino Città Ideale

Di seguito riportiamo il documento sulla bonifica dell'ex Isochimica presentato da Avellino Città Ideale. Un documento ricco di spunti a firma di Maria Rusolo e Giovanni Bove.

La scelta di procedere all’affidamento dell’incarico per la bonifica del sottosuolo dell’ex Isochimica, pur rappresentando un altro piccolo passo in avanti verso la soluzione della vicenda, può diventare un’altra occasione per dimostrare come l’amministrazione comunale, al pari di quelle che l’hanno preceduta, sull’argomento scelga di procedere andando a tentoni. Da anni rivendichiamo l’assenza di un approccio e visione globale dell’affaire Isochimica e di come le operazioni di bonifica debbano andare di pari passo con la idea di utilizzo futuro dell’area una volta bonificata, perché da questa inevitabilmente condizionate.

Lo vorrebbe una politica che sia seria, lo imporrebbe il diritto. Da un lato l’amministrazione continua a tergiversare sul nodo della proprietà del sito, che, anche alla luce delle somme già investite dal Comune, andrebbe acquisito mediante la procedura dell’esproprio, che rappresenterebbe il punto vero di svolta per far percepire alla città che questa amministrazione affronta il problema perché bonificare l’Isochimica è una precisa scelta politica e non perché è obbligata da una norma di legge o dai provvedimenti della Magistratura. Questo rappresenterebbe il punto di rottura e discontinuità tra questa amministrazione e quelle degli anni passati. Tra l’altro l’eventuale accesso ai fondi ed il recupero delle somme anticipate in danno del responsabile della contaminazione mai potrà avvenire se l’amministrazione provinciale non avvia la procedura di cui all’art. 244 del D. lgs. 152/06.

Per questo da anni urliamo che Isochimica non è un affare del solo Comune e della Regione, ma occorre il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali competenti. Dall’altro, l’esecuzione dei lavori di bonifica del sottosuolo e la scelta del tipo di di intervento da eseguire dipende da che futuro utilizzo si intende fare dell’area. Delle due l’una. O l’amministrazione comunale non ha la minima idea di cosa fare dell’ex isochimica una volta bonificata o ha già deciso in qualche segreta stanza quale futuro dare all’area, senza condividere nulla di tale decisione con la cittadinanza di Avellino e la popolazione del quartiere e continua a prendere in giro la città con dichiarazioni cervellotiche. Eppure con il Progetto Luoghi Ideali di Fabrizio Barca abbiamo offerto alla amministrazione comunale un percorso di governance ed accompagnamento al Comune di Avellino completo, fatto di visione strategica dell’area bonificata e capacità di dare alla stessa una destinazione che sia compatibile con la vigente disciplina urbanistica.

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Il Comune di Avellino, per mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale, prima di affidare l’incarico di bonifica del sottosuolo dovrebbe lanciare una conferenza di servizi istruttoria allargata ad associazioni e soggetti che si impegnano sull’argomento, che consenta di acquisire i pareri e i concerti necessari a stabilire la destinazione futura dell'area. La città di Avellino merita rispetto e chiarezza da parte dell’amministrazione e non pensierini a piacere da parte di assessori, studenti e chi più ne abbia più ne metta. Questo rappresenterebbe un approccio metodologico serio e determinerebbe l’auspicabile passaggio di Festa da menestrello di corte a Sindaco di una comunità. A lui le belle cose.

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