Economia

Gianluigi Di Leo (Anicav): "Il Made in Italy una risorsa strategica per l'economia"

L'amministratore di Calispa, azienda leader nella produzione di conserve di pomodoro: "Il cibo italiano è sinonimo di qualità in tutto il mondo"

La crisi del Coronavirus riporta al centro il valore fondamentale del cibo, dell’agricoltura e del Made In Italy. 

L'isolamento domiciliare ha momentaneamente cambiato le abitudini degli italiani, stravolto i numeri delle vendite di alcuni prodotti, e messo le aziende davanti alla necessità di rispondere in modo adeguato. Farina, pasta, lievito e conserve di pomodoro sono stati tra i prodotti più venduti negli ultimi due mesi. La grande distribuzione ha privilegiato il Made in Italy e le industrie alimentari se da un lato hanno registrato un aumento del fatturato, dall'altro sono state chiamate a un grande sforzo per garantire le materie prime all'Italia e all'estero e allo stesso tempo assicurare il rispetto delle norme di sicurezza nei propri stabilimenti.

Gianluigi Di Leo, titolare e amministratore delegato di Calispa, nonché presidente del gruppo giovani imprenditori di Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali) ci ha spiegato come la sua azienda ha risposto con prontezza e grande professionalità ad un'emergenza sanitaria ed economica.

  Di Leo la sua azienda, leader in Campania nella produzione di conserve di pomodoro e legumi 100% italiani ha dovuto rispondere alla richiesta crescente di prodotti alimentari e allo stesso tempo assicurare il rispetto delle norme nei vostri stabilimenti. Come avete affronta l’emergenza in termini di sicurezza sul lavoro?

"Abbiamo risposto con dedizione, impegno e spirito di sacrificio. La difficoltà è stata adeguarsi ed imporre un rispetto delle regole a tutti i nostri dipendenti, e a chiunque facesse accesso in azienda, in tempi molto rapidi. Abbiamo assicurato a tutti i nostri lavoratori dpi adeguati, quali mascherine e guanti, ci impegniamo nel far rispettare il distanziamento anticontagio richiesto (pari almeno ad 1 metro), provvediamo alla misurazione della temperatura all’entrata di tutti i nostri operatori e di chi accede in azienda. Operiamo inoltre la sanificazione degli ambienti, sia interni che esterni ad ogni cambio turno. Stiamo organizzando in maniera altrettanto pedissequa, le stesse misure di sicurezza per l’ormai prossima campagna produttiva, durante la quale il numero degli operatori aumenta in maniera considerevole". 

 Le statistiche hanno registrato un aumento dei consumi di pasta, farina, e anche di conserve. È scattata la corsa alle scorte. Siete riusciti a garantire gli stessi prezzi alla grande distribuzione?

"Non abbiamo applicato alcun aumento di prezzo ai nostri clienti. Con la grande distribuzione vigono dei rapporti contrattualizzati, si specifica quantità e prezzo. L’azienda Calispa  ha garantito gli stessi termini nonostante le quantità richieste siano state di gran lunga superiori a quelle stabilite da contratto, e soprattutto si è fatta carico di una mole di lavoro molto più intensa associando l’ingente richiesta di merce alla rapidità della consegna".

A fronte di un aumento dei consumi e richieste nella grande distribuzione, il pomodoro ha subito pesanti ricadute per qual che concerne il settore horeca. Anicav sta di conseguenza registrando importanti cali di fatturato tra aziende associate specializzate nella produzione di beni destinati a questo segmento. Come si reagisce a questa crisi economica esistono delle misure per garantire piccole, medie e grandi aziende? 

"Si stanno registrando cali di fatturato in quelle aziende votate principalmente al canale horeca, e che quindi confezionano merce in formati 3kg, o di grammatura superiore, essendo questo settore momentaneamente chiuso. Molte aziende hanno riconvertito, per quanto possibile la linea di produzione in formati diversi da quelli richiesti dalle attività ristorative, non trascurando però l’incertezza dell’evolversi della situazione in, ormai, continuo mutamento, augurandosi che questa possa ristabilirsi al più presto, consentendo così anche un assestamento del mercato. Per quanto attiene le misure economiche al momento, oltre le poche messe in atto dal Governo per il ricorso al debito, non ce ne sono altre".

 È una soluzione valida reintrodurre i voucher in agricoltura come risposta immediata alla necessità nel mondo agricolo in allarme per la carenza di manodopera che mette a rischio i raccolti del settore ortofrutticolo?  

"Certo, come si sono espressi già altri miei colleghi, sono d’accordo nell’attivare i voucher. Riterrei opportuno anche far lavorare coloro i quali ricevono il reddito di cittadinanza contrattando in questo modo in maniera efficace il fenomeno del caporalato di cui tanto si parla quando si discute di pomodoro. Per la nostra azienda si tratta di un problema marginale perché grazie alla tecnologia riusciamo a ridurre al minimo l’utilizzo della manodopera nei campi". 

 Prima del loockdown, quando il virus iniziava a circolare in Italia, alcuni clienti esteri chiedevano ingiustamente certificazioni aggiuntive alle aziende della trasformazione riguardo la sicurezza e la salubrità dei prodotti, in particolare per quanto riguarda il rischio di infezione Covid-19. È stato così anche per voi?

"I nostri prodotti presenti negli scaffali dei supermercati sono stati confezionati durante la precedente campagna estiva, quando il covid-19 era inesistente. Inoltre il nostro è un prodotto di per sé salubre, è  lavorato ad alte temperature ed ermeticamente chiuso, e prima di essere messo in commercio viene sottoposto ad una  fase di sterilizzazione, eliminando così qualsiasi rischio di contaminazione da Covid-19. La campagna 2020 come quella del 2019 non avrà rischi in quanto vigono gli stessi principi dello scorso anno e di sempre. Prodotto ermeticamente chiuso e sterilizzato".

 Per quanto riguarda i trasporti state subendo rallentamenti, in particolare all’estero?

"Sì, il nostro è un trasporto principalmente che avviene via mare, e noi, come tutte le aziende subiamo rallentamenti dovuti soprattutto dai maggiori controlli, ma cerchiamo di gestirli al meglio organizzandoci per tempo". 

 La sua azienda è rinomata per la linea Nobile, un marchio simbolo per la produzione di conserve 100% italiane, il made in Italy può essere una risorsa da cui ripartire per cercare di aiutare le filiere produttive nostrane? 

"Il made in Italy è una risorsa dalla quale si deve assolutamente ripartire. Si tratta di un prodotto che suscita grande interesse nel consumatore mondiale che lo sceglie in particolare perchè made in Italy significa garanzia di qualità, e lo considera migliore rispetto agli altri. Un prodotto tipicamente Italiano significa materia prima di eccellenza e tecniche di preparazione tramandate da generazioni. La totalità delle aziende di trasformazione italiane e degli associati Anicav, utilizzano pomodoro italiano. Le aziende conserviere trasformano il prodotto fresco, il pomodoro in questo caso, viene raccolto e lavorato in giornata, risulta quindi necessario che i campi non siano particolarmente distanti dall’azienda di trasformazione. Immaginare una materia prima fresca proveniente da paesi europei o extraeuropei, significherebbe sostenere ingenti spese per l’approvvigionamento del prodotto, tali da far risultare il lavoro antieconomico per non parlare dell’aspetto qualitativo, già solo questo dato è sufficiente a rassicurare il consumatore e indurlo ad escludere totalmente la possibilità che i prodotti della nostra rete, presenti all’interno delle latte non sia 100% italiano". 

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