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Economia

Consulta dell'Edilizia di Avellino: "Fate presto, quarantadue anni dopo ci ritroviamo con le stesse sensazioni"

Il resoconto del dibattito tenutosi in occasione del quarantaduesimo anniversario del terremoto in Irpinia: "Noi tutti avevamo la speranza di una ricostruzione, di uno sviluppo, di un'Irpinia che fosse locomotrice del Mezzogiorno. Non molliamo ma, al tempo stesso, ci chiediamo chi ci tutela"

In occasione del quarantaduesimo anniversario del terremoto in Irpinia, la Consulta dell’Edilizia della Provincia di Avellino ha chiamato a confronto ordini professionali e comparto del mondo delle costruzioni, presso la sede provinciale di Confcommercio in Via Salvatore De Renzi.

Il grido "Fate presto”, stavolta, cristallizza l’attuale momento che vive il settore delle costruzioni in un territorio che ancora si lecca le ferite dal 1980, oggi di nuovo messo a dura prova alle luce delle recenti modifiche normative a incentivi fondamentali quale il superbonus. Un focus, quindi, anche sulle progettazioni di rigenerazione urbana da realizzare attraverso il Pnrr che possono rappresentare il reale volano del rilancio anche del mondo delle costruzioni.

De Angelis (Federcomated-Mezzogiorno): "Ci ritroviamo con le stesse sensazioni di chi ha vissuto quella tragedia"

"Ogni anniversario è sempre l'occasione buona per ripartire da zero e guardare al futuro" dichiara Giulio De Angelis, responsabile Mezzogiorno ed Infrastrutture Federcomated/Confcommercio. "Veniamo da un periodo segnato da una pandemia e da una guerra, dopo più di quarant'anni ci ritroviamo con le stesse sensazioni di chi, come me, ha vissuto quella tragedia. Noi tutti avevamo la speranza di una ricostruzione, di uno sviluppo, di un'Irpinia che fosse locomotrice del Mezzogiorno: sarebbero dovuti arrivare soldi e grandi opere, in parte realizzate, in altra parte no. Siamo un popolo tenace e, ancora oggi, ci incontriamo per parlare di sviluppo futuro, di superbonus e di cosa ne sarà dell'edilizia nei prossimi anni. Non molliamo: da soli, rappresentiamo il 25% del PIL e, con l'indotto dell'edilizia, il 40%".

Secondo De Angelis, il settore può essere rilanciato con più compattezza tra le parti e avanzando proposte concrete: "La Consulta rappresenta un grande laboratorio per tutte le componenti dell'edilizia, dai produttori agli ordini professionali. Qui discutiamo di normative e di aspetti strutturali del nostro mondo, non per ultimo il superbonus. Vorremmo capire cosa succederà con tutti questi fabbricati che dovevano essere messi in sicurezza: alcuni erano crollati perché avevano bisogno di una riqualificazione. Grazie all'intervento di qualche esponente politico della precedente legislatura, siamo riusciti a far accedere al sismabonus anche fabbricati che erano già stati finanziati con la legge legge 219/81. La riqualificazione non può essere effettuata a costi competitivi e, pertanto, parlando di terremoto, ci si chiede come si fa a mettere in sicurezza un Paese e a cambiare passo sulla rigenerazione energetica".

E, sempre sul superbonus: "La Consulta di Avellino aveva presentato una proposta di legge al convegno dello scorso 29 marzo e, successivamente, presso il Collegio dei Geometri: una legge al 90%, ma strutturale, consentendo cioè alle aziende di investire sulla produzione e assumendo più personale a tempo indeterminato. Avremmo potuto incrementare l'intero sistema, invece ci è stato detto che era una legge-evento, nemmeno gradita. Vogliamo capire chi ci deve tutelare".

Santosuosso (Collegio dei Geometri): "Servirebbero una norma molto più chiara e una programmazione del nuovo Governo che vada oltre i 20-30 anni"

"La ricostruzione post-sisma dell'80 non è ancora completata" sottolinea Antonio Santosuosso, Presidente del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Avellino. "In questo momento, riqualificare un intero patrimonio edilizio, come quello italiano, dopo i cinquant'anni, è un passaggio che andrebbe fatto. Servirebbe una norma molto più chiara ma, al di là delle percentuali riguardanti le cessioni del credito e i bonus, il nuovo Governo dovrebbe metter giù una programmazione che vada oltre i 20-30 anni. Il cittadino deve essere messo nelle condizioni di risparmiare qualcosa, al fine di consentire la riqualificazione del suo fabbricato, sia dal punto di vista sismico che energetico e, a quel punto, essere consapevole di avere a disposizione un arco di tempo a lungo termine. Invece, tutte queste scadenze creano soltanto problemi".

Dopo l'evento sismico in Irpinia, secondo Santosuosso: "Siamo andati avanti con norme nuove, per le quali ritengo siamo messi ancora abbastanza bene. La perplessità, tuttavia, riguarda tutto ciò che è stato costruito antecedentemente al 1980, laddove abbiamo ancora molti problemi ed è necessario intervenire in maniera molto seria e radicale".

Prudente (ANCE Giovani): "Necessario dare forza e finalità giusta agli interventi"

Anche per chi, come Antonio Prudente, presidente dell'ANCE Giovani di Avellino, il terremoto non lo ha vissuto direttamente, il ricordo diventa un'occasione importante per intervenire in un settore in forte crisi: "Partendo dal tributo delle vittime causate dal terremoto, dovremmo pensare a essere informati ma, soprattutto, avere la coscienza di migliorare quanto accaduto, dando la forza a questi interventi, come nel caso del sismabonus. Altresì, bisogna essere consapevoli che questi interventi abbiano la finalità giusta. Per questo motivo, le nuove generazioni di costruttori vanno informate, dando loro la forza di credere nelle cose".

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