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Economia

Export agroalimentare, in Campania cala solo la provincia di Avellino

I dati sono stati diffusi da Coldiretti Campania e si riferiscono al IV trimestre del 2018

La Campania, nella sua totalità, continua a crescere nell’export dell’agroalimentare, anche se l’Irpinia fa registrare una frenata. A comunicarlo è la Coldiretti Campania sulla base dei dati ISTAT consolidati del IV trimestre 2018, che comprende il periodo natalizio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fanno sapere dall’ente, è stata registrata una crescita complessiva dell’esportazione di cibo nel mondo del 3,6%, pari a circa 30 milioni di euro in più. Guardando alle singole province, balza subito agli occhi il dato del Sannio, che tocca quasi il raddoppio delle esportazioni con un +96,2%. Pur restando la provincia con il valore più basso dell’export, il beneventano si avvicina nell’ultimo trimestre dello scorso anno ad un fatturato di 25 milioni di euro, che fanno ben sperare per il 2019.

In testa a tutte ancora una volta Salerno, che segna un tondo 6% di incremento dell’export ed un valore complessivo che tocca quasi i 400 milioni di euro nel trimestre, circa la metà del valore regionale. Caserta e Napoli si mantengono stabili, mentre l’unico dato negativo riguarda, come detto, l’Irpinia. La provincia di Avellino, infatti, rallenta del 5,7% le sue esportazioni, con una riduzione del fatturato di oltre 6 milioni di euro nel IV trimestre, pur superando i 400 milioni di euro annui.

Sono dati incoraggianti – commenta Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente regionale – che nel contesto generale di sofferenza dell’economia dimostrano ancora una volta le grandi potenzialità dell’agroalimentare italiano. Se consideriamo che l’italian sounding, il falso made in Italy, vale circa 100 miliardi di euro, è evidente quanto grande sia lo spazio di crescita sui mercati. Le produzioni agroalimentari della Campania non possono contare sulle quantità per ragioni orografiche e strutturali, ma hanno la grande forza della qualità. Siamo una regione che è in grado di esprimere innovazione tecnologica con l’agricoltura 4.0 della quarta gamma, ma anche produzioni inimitabili e uniche al mondo per l’olio extravergine, i formaggi, le produzioni orticole, la frutta e tanto altro".

"Un posto d’onore nelle esportazioni lo occupano i vini - ha continuato - che proprio al recente Vinitaly di Verona hanno registrato un crescente interesse da parte dei buyer stranieri. Il dato del Sannio è spinto certamente alle performance del comparto. Siamo una regione con una varietà produttiva unica al mondo e abbiamo ancora tanta strada da poter percorrere. Ragion per cui Coldiretti ha insistito e continua ad insistere sul valore degli investimenti in formazione e consulenza nella spesa dei fondi europei. Possiamo continuare a crescere se miglioriamo l’efficienza produttiva, la qualità, la tracciabilità e il marketing. Al falso made in Italy e made in Campania rispondiamo con la grande mobilitazione nazionale di Stop Cibo Anonimo, la petizione europea che Coldiretti sostiene per chiedere l’etichettatura di origine obbligatoria nei paesi Ue”.

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