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Ex Irisbus, con l'ok di Invitalia via libera al piano industriale

Si è tenuto oggi presso il Mise l'incontro tra governo, sindacato, regioni ed enti locali interessati, per la verifica del piano industriale di rilancio complessivo del Gruppo Industria Italiana Autobus (IIA), la nuova società nata dalle acquisizione di IrisBus e Menarini di Bologna

Si è tenuto oggi presso il Mise l'incontro tra governo, sindacato, regioni ed enti locali interessati, per la verifica del piano industriale di rilancio complessivo del Gruppo Industria Italiana Autobus (IIA), la nuova società nata dalle acquisizione di IrisBus e Menarini di Bologna. Durante l'incontro - si legge in una nota sindacale -, tutti gli attori seduti al tavolo, hanno ribadito la convinzione e la determinazione per voler arrivare ad una soluzione positiva per la società.

"I ritardi nella ricapitalizzazione sociale - spiega il Coordinatore nazionale Fim Cisl Automotive Leonardo Burno -, che nella riunione odierna il Gruppo IIA ha annunciato che sono stati programmati per la prossima settimana, il nuovo assetto societario e ritardi in altre attività relative ad investimenti svolte negli ultimi sei mesi, non ultima la delibera positiva di Invitalia sul programma industriale avvenuto solo in questi giorni, hanno ritardato di molto la realizzazione del piano industriale, e con esso il rientro dei primi 146 lavoratori, previsti entro il mese di dicembre 2015 nel Piano iniziale, e conseguentemente delle attività produttive".

Per la Fim Cisl a questo punto - conclude il sindacalista - "è necessaria una ripresa immediata del confronto a tutti i livelli per ridefinire in tempi brevi le azioni per rimodulare il piano industriale, che in questa fase necessita anche, per l'approvazione, di nuovi ammortizzatori sociali. Il prossimo incontro è previsto per il 12 gennaio 2016".

"Forti dubbi sullo slittamento dell’attuazione del piano industriale e sulle modifiche dei contenuti che sono state annunciati oggi dall’ad di Industria Italiana Autobus-IIA, Stefano Del Rosso, per l'ex-Irisbus di Flumeri”. Così il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, al termine dell’incontro al Ministero dello Sviluppo economico. “Del Rosso ha annunciato che i primi 146 lavoratori rientreranno in fabbrica non più entro dicembre 2015 ma entro settembre 2016. Inoltre, il piano industriale è stato rimodulato nei contenuti e Invitalia, presente al tavolo, ha chiesto a IIA di procedere ad un aumento del capitale sociale a 6 milioni e 250 mila euro, ossia il 25 per cento del totale degli investimenti che dovrebbero essere effettuati per il sito irpino”.

“Il via libera di Invitalia – dichiara Silvia Curcio, operaia storica della provincia di Avellino – ci fa ben sperare per il futuro. Il 12 gennaio avremo una nuova riunione qui a Roma, per definire il secondo anno di cassintegrazione. Noi non molliamo la presa, il futuro dell’Irpinia si scrive anche attraverso il rilancio della nostra fabbrica”.

Del Rosso, del resto, rispetto agli accordi sottoscritti nei mesi scorsi, ha di fatto in parte cambiato le carte in tavola: il piano industriale oggetto delle intese non c'e' piu' e ne verra' presentato uno nuovo nell'incontro convocato per il 12 gennaio. Anche l'assetto societario sarebbe cambiato, visto che sono emersi problemi con i soci cinesi di King Long (c'e' un contenzioso legale in corso). Invitalia si appresta ad entrare nella partita con un investimento da 25 milioni di euro su Avellino, anche se per farlo ha chiesto una ricapitalizzazione della societa' da 4,25 milioni a 10,5 nelle prossime settimane. "Pero' il futuro e' splendido secondo Del Rosso. A questo punto anch'io voglio essere positivo, sono a dir poco preoccupato", confessa al termine dell'incontro il segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna, Bruno Papignani.

Stesso stato d'animo per Lepore. "Del Rosso ha confermato di voler riavviare la produzione ad Avellino e di voler andare avanti a Bologna. E' stato chiesto anche l'avvio di un tavolo tecnico in Regione per intercettare i finanziamenti europei. Del Rosso e' ottimista, ma per quanto ci riguarda resta una grande preoccupazione, perche' ci crediamo quando vediamo i fatti", afferma l'assessore.

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