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Cuzzola: "Il dissesto sarebbe troppo facile, l’Amministrazione intende pedalare"

"Il Ministero, in effetti, con la nota istruttoria inviata al comune di Avellino formula alcune richieste sostanziali ed altre formali"

Il Ministero, in effetti, con la nota istruttoria inviata al comune di Avellino formula alcune richieste sostanziali ed altre formali. Le prime sono volte a definire la corretta quantificazione della Massa Passiva, per stabilire la corretta durata del piano e la sostenibilità dello stesso, le seconde sono volte, invece, alla richiesta di ulteriore documentazione, per il necessario approfondimento istruttorio. Innanzitutto il Ministero conferma esplicitamente quanto da me sempre sostenuto e cioè che la vera Massa Passiva è data dai Debiti Fuori Bilancio (13,2 milioni) e dal Disavanzo (5,5 milioni), mentre le voci per le Passività Potenziali (5,5 milioni) e Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (20,350 milioni), che pure devono essere tenute in considerazione per ricostituire l’equilibrio strutturale, non sono da considerare Massa Passiva. Quindi il Ministero considera quale importo complessivo da ripianare 18,7 milioni, mentre il resto è da stanziare, come peraltro fatto dal comune di Avellino, nelle annualità successive. Nemmeno la restituzione del Fondo di Rotazione, 16 milioni in dieci anni, viene, correttamente, considerata Massa Passiva, anche se il Comune, nella sezione risanamento del piano, ha inteso dimostrare come la stessa gode della necessaria copertura per la restituzione a rate nel decennio. Su questa ridotta quantificazione della Massa Passiva, il Ministero chiede di rideterminare la durata del piano, che passerebbe così da quindici anni a dieci, ma basta guardare gli atti, se la memoria non ci aiuta, per costatare come la durata della manovra, da noi, è stata spalmata su otto anni, salvo la restituzione del fondo prevista, come per legge, in dieci. Certo quindi una mole non indifferente di documenti da produrre, del resto stiamo parlando del piano di un comune capoluogo di provincia. Il dissesto sarebbe persino troppo facile, non richiederebbe nessuna fatica agli Amministratori, ma danneggerebbe Città e Cittadini. Certo quindi un percorso faticoso, ma l’Amministrazione intende “pedalare” assumendosi la responsabilità del fare. 

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