In arrivo il Decreto ristori: "soldi certi" per i penalizzati dal Dpcm

La firma sul provvedimento potrebbe arrivare già oggi

In una lettera inviata oggi al Fatto Quotidiano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte promette "risorse per colmare le perdite dovute alle chiusure. Saranno soldi certi e rapidi". Il decreto ristori che dovrebbe mantenere le promesse con i rimborsi a fondo perduto per chi dopo il Dpcm 24 ottobre inviandoli direttamente sul conto corrente dovrebbe essere varato nella giornata di oggi. 

Decreto Ristori: i "soldi certi e rapidi" promessi da Conte

Il consiglio dei ministri per approvare il decreto legge ristori è convocato per domani alle 15. Sul tavolo c'è un pacchetto di aiuti per 4-5 miliardi per dare un contributo economico tangibile e immediato ai settori di nuovo costretti a chiudere, o quasi, per contenere il dilagare dell'epidemia. Contributo che potrebbe raddoppiare, rispetto a quanto già ricevuto in estate dopo il lockdown, per chi dovrà tenere la serranda abbassata h24. Nel dettaglio il Decreto Ristori prevede:

  • la cancellazione della seconda rata dell'Imu in scadenza il 16 dicembre per palestre, piscine, ristoranti e bar; chi paga un affitto avrà invece un credito d'imposta pari a tre mensilità che potrà essere girato al proprietario del locale e quindi scontato dal canone d'affitto;
  • la reintroduzione per un mese del reddito d'emergenza che può arrivare fino a 800 euro
  • una serie di contributi a fondo perduto che arriveranno sui conti correnti entro l'11 novembre per imprese  soggetti con fatturato fino a 5 milioni di euro e con un tetto di 150mila euro per chi ha già usufruito dei sussidi del decreto Rilancio; sarà un rimborso automatico;
  • il rimborso a richiesta per le aziende con fatturato sopra i 5 milioni di euro, identificate per categorie secondo i codici Ateco;

Nel decreto ristori sarà presente anche la proroga della cassa integrazione guadagni per un tempo indicato finora in sei settimane ma che potrebbero arrivare anche a dieci. La misura vale 1,6 miliardi: le altre settimane, per arrivare a un totale di 18 come ha assicurato il ministro Nunzia Catalfo, saranno rinviate alla manovra o a un ulteriore decreto novembre, in cui gestire eventuali altri 'avanzi'. In arrivo anche una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, che dovrebbe essere di 800-1000 euro. 

I ristori possibili fino al 200%

Il Corriere della Sera identifica oggi le categorie che saranno beneficiarie degli indennizzi, ovvero tutte quelle imprese che dovranno chiudere in anticipo le proprie attività o non potranno aprirle per niente. O, come nel caso delle sale da ballo e delle discoteche, non hanno mai riaperto.

Si stimano circa 325 mila attività per le quali la percentuale dei ristori varierà proprio in base alle diverse limitazioni subite. Quindi per i bar, costretti a chiudere alle 18, il ristoro sarà del 100%, percentuale che per i ristoranti salirebbe al 150%. Indennizzi fino al 200% invece per chi è costretto a chiudere del tutto, come palestre e centri termali e fino al 400% per chi non ha più riaperto.

Secondo una stima dell'agenzia di stampa Agi sono oltre 325mila le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro e codice Ateco che rientra nella categorie che sono state fermate dal Dpcm (quindi ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie, catering, centri termali, attività legate a feste e cerimonie, attività sportive e stabilimenti termali) che riceveranno il nuovo contributo a fondo perduto. Di questi, 91.625 sono i nuovi beneficiari che si aggiungono alle 234.065 imprese delle stesse categorie che hanno gia' ricevuto il ristoro previsto dal dl Rilancio.

Ma il governo sta ancora valutando se estendere gli aiuti anche ai soggetti che superano i 5 milioni di fatturato. Si punta inoltre ad aumentare l'entita' dei rimborsi rispetto a quelli erogati precedentemente (in base al calo del fatturato di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente): andranno "dal 100% al 200% di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno ottenuto con il Fondo perduto del decreto Rilancio. In alcuni casi forse anche superiori", garantisce il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, spiegando che quindi potranno arrivare al doppio di quelli ricevuti.

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