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Decreto Ristori, contributi anche per i commercianti campani

Partiti i sussidi per le categorie più svantaggiate, lo comunica in una nota l'Agenzia delle Entrate

Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini ha dato disposizione alle proprie strutture operative di inviare i mandati di pagamento per un importo totale di 964,8 milioni di euro a favore delle 211.488 imprese più colpite dalle misure di contenimento della seconda ondata dell’epidemia Covid-19.

Decreto Ristori 

Via libera nella notte del 7 novembre al decreto Ristori bis, con il nuovo pacchetto di aiuti per le attività e le famiglie più colpite dalle ultime restrizioni anti-Covid. La dote per i nuovi aiuti, secondo quanto si apprende, è salita a circa 2,5 miliardi da poco meno di 2 previsti inizialmente. Il provvedimento, che contiene nuovi contributi a fondo perduto per le attività delle zone rosse e il rinvio delle scadenze delle tasse di novembre, oltre a fondi per i congedi e il bonus babysitter, è stato sul tavolo di un Consiglio dei ministri durato circa due ora e mezza.

Esonero contributi previdenziali

Con il decreto il governo ha stanziato anche 340 milioni di euro per garantire, anche a dicembre, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali delle imprese che operano nelle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra.

I beneficiari

Per 154mila bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti, tra le attività più colpite dai nuovi lockdown, sono stati disposti bonifici per un totale di 726 milioni di euro. Per circa 25mila soggetti che offrono servizi di alloggio è stato disposto il pagamento di oltre 106 milioni di euro.

Delle 211.488 aziende che beneficeranno del Dl ristori, 32mila si trovano in Lombardia, oltre 20mila nel Lazio, 17mila circa sparse in quattro regioni: Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Circa 13mila in Sicilia e Puglia, oltre 5mila in Calabria e Marche. «Abbiamo inserito all’interno dei decreti ristori tre codici Ateco 85.52.01, 85.51.00 e 96.09.09 per garantire il contributo a fondo perduto per le partite Iva dei centri danza, dei corsi sportivi e ricreativi e dei servizi alla persona», ha inoltre fatto sapere il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

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