Decreto Ristori, sovvenzioni anche per le partite Iva 'dimenticate' : tutte le novità

È possibile che le sovvenzioni si allarghino anche a partite Iva e artigiani, destinatari dei contributi di 600 e 1.000 euro nei provvedimenti d’emergenza precedenti

Firmato il nuovo Dpcm che prevede tre livelli di rischio e chiusure differenziate a seconda dell'indice Rt, il Governo studia il decreto ristori bis per aiutare le attività che verranno colpite dalle nuove misure restrittive in arrivo. Si tratterà di contributi mirati e pensati specificamente per aiutare le realtà colpite. 

Ampia platea di beneficiari

Si starebbe studiando un meccanismo per aiutare in automatico, senza bisogno di nuovi decreti, la eventuale chiusura di esercizi commerciali di regioni che dovessero salire di categoria in futuro.

La platea sarà più ampia e saranno di più soldi sul tavolo, altri 2 miliardi di euro. Il decreto «Ristori bis» di fatto replica il meccanismo del «Ristori uno» varato la scorsa settimana: prevede contributi a fondo perduto, la cancellazione della seconda rata dell’Imu, la conferma delle detrazioni fiscali sugli affitti oltre a Cig e decontribuzioni.

Partite  Iva  e artigiani

Tra le categorie interessate, bar, ristoranti, alberghi, gelaterie e pasticcerie, per ora sottoposti a chiusure parziali, e a tutte le attività commerciali che con il lockdown locale rischiano di dover abbassare le serrande. Non solo. È possibile che le sovvenzioni si allarghino anche a partite Iva e artigiani, destinatari dei contributi di 600 e 1.000 euro nei provvedimenti d’emergenza precedenti.

Le partite Iva dimenticate

Come spiega Paolo Baroni oggi sulla Stampa, gli importi saranno commisurati in base all’impatto delle misure sanitarie ma si dovranno scremare "le tante richieste e recuperare le attività «dimenticate» dal primo decreto ma ugualmente toccate dalle restrizioni". Tra cui tante Partite Iva, perché La lista comprende tutta la ristorazione in franchising, pizzerie al taglio e paninoteche, agenti di commercio ed grossisti che operano nel campo del food, tutto il mondo del wedding (anche fioristi e fotografi), gli ambulanti delle fiere e tanti altri.

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