Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Quale futuro per bar e ristoranti: Governo e Cts studiano il protocollo

Governo e Comitato tecnico scientifico studiano un protocollo per permettere la riapertura dei locali e la ripartenza del settore della ristorazione. I ristoratori chiedono di superare il vincolo delle ore 18. Si farà chiarezza nel prossimo Dpcm?

Ristoranti aperti anche a cena? Il destino degli esercizi di ristorazione in sofferenza da un anno per la crisi legata alla pandemia si chiarirà con il prossimo Dpcm, quello che sostituirà il decreto attualmente in vigore - l'ultimo del premier Giuseppe Conte - e in scadenza il prossimo 5 marzo. Ma il governo e il Comitato tecnico scientifico stanno già studiando un protocollo di sicurezza per permettere la riapertura dei locali e la ripartenza del settore della ristorazione. "Attraverso il Cts, comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, stiamo lavorando ad un protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza", ha spiegato oggi Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, intervenendo in diretta streaming al Consiglio nazionale della Coldiretti.

I ristoranti aperti anche a cena e le regole per il possibile via libera

L'impatto della pandemia sulla ristorazione, ha aggiunto, "è un tema che conosco bene. Il fondo pensato a inizio anno è stato utile, ma ora dobbiamo avere la forza di garantire alle persone di poter tornare al ristorante. Anche perché ci sono comparti fornitori come quello del vino in grande sofferenza. Dobbiamo trovare i protocolli per garantire la sicurezza delle persone e la salute dei cittadini ma avere la possibilità di far ripartire il settore della ristorazione. È chiaro che il principio di precauzione deve guidarci - ha precisato Patuanelli - ma dobbiamo avere la forza di provare a garantire alle persone di andare al ristorante in modo sicuro".

La richiesta di valutare la riapertura dei ristoranti a cena nelle zone gialle e a pranzo in quelle arancioni non è nuova, ma fino ad oggi il Comitato tecnico scientifico non ha mai sciolto la riserva. Quando scadrà il Dcpm il prossimo 5 marzo, si chiarirà il destino degli esercizi di ristorazione per i prossimi mesi. L'associazione nazionale dei comuni italiani chiede che i ristoranti debbano poter riaprire anche di sera, a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze. "La consumazione al tavolo - sostiene l'Anci - assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l'arrivo della bella stagione".

"Ragionevole riaprire i ristoranti la sera nelle città dove le cose vanno meglio"

La proposta, già avanzata da Matteo Salvini, trova d'accordo anche il presidente della Conferenza delle regioni e dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini  che ha commentato: "Differenze tra Boccia e Gelmini? La cosa positiva è che ci si vede spesso anche di domenica. Tra poco, il 5 marzo, scadrà il Dpcm, bisognerà intervenire. È ragionevole il discorso di Salvini quando dice di introdurre una maggiore flessibilità per alcune categorie, laddove i rischi sono minori. Ad esempio i ristoranti la sera, nelle città dove le cose vanno meglio. Ci sono molti settori in difficoltà, come quello del turismo, dei bar, dei ristoranti e altri - ha spiegato -. E ci sono due settori di cui non parla mai nessuno: lo sport e la cultura. Servono ristori immediati e superiori per aiutare queste categorie. Diamo tempo al governo di assestarsi"

I ristoratori protestano con presìdi e mobilitazioni in diverse città italiane e chiedono di svolgere la loro attività nei locali fino alle ore 22, superando così il vincolo delle ore 18. In zona arancione oggi bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti non possono ospitare clienti se non per il tempo necessario al ritiro dei prodotti d'asporto, possibile senza restrizioni dalle 5 alle 18 e, fino alle 22, solo per le attività diverse dai bar non provvisti di cucina e dai commercianti al dettaglio di bevande. La consegna di cibo a domicilio per i ristoranti, invece, è libera da limiti di orario, anche fuori comune, mentre possono restare aperti dopo le 18 gli esercizi che vendono cibi e bevande attivi nelle aree di servizio e rifornimento carburante delle autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. I ristoranti in zona gialla restano aperti dalle 5 alle 18, poi possono continuare a lavorare fino alle 22 attraverso l’asporto, mentre le consegne a domicilio sono senza limiti di orario. Si può consumare all’interno dei ristoranti e i tavoli possono ospitare massimo 4 persone. Lo stesso vale per i tavoli dei bar, delle pasticcerie e delle enoteche, tutti ovviamente nella fascia oraria che va dalle 5 alle 18.

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