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Philip Morris e Coldiretti stringono un accordo sul tabacco per 500 milioni di euro

Nella nostra provincia si coltiva tabacco per il 15% dell'intera produzione regionale

Una nuova vita per la tabacchicoltura in Campania, un esempio importante di filiera corta da estendere anche alle eccellenze agroalimentari della nostra regione". Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale, commenta così la convention "Coltiviamo il futuro" che ha visto ieri a Caserta la firma tra Philip Morris e Coldiretti per un accordo fino al 2020 che vale 500 milioni di euro nei cinque anni. L'accordo nazionale interessa le varietà Virginia e Burley.

La prima manifattura internazionale si è impegnata ad acquistare 21.000 tonnellate all'anno: le 10.000 di Virginia riguardano Umbria, Veneto e Toscana, le 11.000 di Burley invece arriveranno tutte dalla Campania, prevalentemente dalle province di Benevento e Caserta, ma anche da Salerno e Avellino.

Nella nostra provincia si coltiva il 15% dell'intera produzione regionale.

L'accordo prevede anche specifiche azioni per la tutela ambientale (in particolare per la riduzione di CO2) e per una maggiore tutela dei lavoratori. Sono interessate agli acquisti 900 aziende campane iscritte a Coldiretti. In Campania si produce il 30% della produzione totale di tabacco del Paese. L'accordo è stato siglato da Eugenio Sidoli, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, e Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti.

Ha partecipato alla convention il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha la delega all'agricoltura. Presenti anche Cesare Trippella, senior manager leaf Philip Morris Italia, e Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Campania. "L'impegno di oggi - spiega Masiello, che è anche presidente di ONT Italia - mette fine ad una filiera frammentata e lunga, passando ad una più corta e più semplice, in grado di mettere in relazione direttamente gli agricoltori con l'azienda di trasformazione. Come ha ricordato Trippella, siamo passati da una filiera simile a una torre di Babele a un rapporto con un'azienda dal volto umano. Il settore tabacchicolo conta in Italia 50.000 addetti e ritorna al futuro guardando a una maggiore sostenibilità economica per le imprese agricole. Inoltre, nello sforzo fatto da Philip Morris e Coldiretti c'è un impegno forte per il rispetto dei diritti dei dipendenti, mettendo al bando fenomeni come caporalato e lavoro minorile".

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