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Profiti: "Neuromed e Villa Maria per far decollare la Clinica Montevergine"

L'arrivo di Neuromed facente capo all'europarlamentare Aldo Patriciello, (che già si è tanto speso nel salvataggio della Clinica Malzoni) e di Villa Maria (Gruppo Sansavini) darà quello slancio e risorse in più per il definitivo salto di qualità

L'arrivo di due gruppi sanitari importanti a livello nazionale farà sicuramente felice chi negli anni Sessanta pose la prima pietra della clinica Montevergine di Mercogliano. La mente fu il dottore Nicola Mottola e Carlo Meluccio. Il dottore Mario  Malzoni mise a disposizione il terreno e si  associo' all'idea. Con il trascorrere del tempo si uni' il dottore Carlo Mottola e altri riferimenti locali: i medici Tesorio,  Rossi,  Spidalieri,  Mario Candelmo, Santangelo e da Napoli D'Avino e Forni. Oggi se la Montevergine è una eccellenza nazionale qualcosa vorrà pur dire. E l'arrivo di Neuromed facente capo all'europarlamentare Aldo Patriciello, (che già si è tanto speso nel salvataggio della Clinica Malzoni) e di Villa Maria (Gruppo Sansavini)  darà quello slancio e risorse in più per il definitivo salto di qualità. Un managment di primo piano per far diventare la clinica Montevergine Istituto di Ricerca Scientifica e centro di riferimento per l’Alta Specialità del Cuore. E' questa la sfida del Prof Giuseppe Profiti, il nuovo presidente di Montevergine spa, un manager di grande esperienza che arriva dalla Fondazione Bambin Gesù di Roma.

 “I prossimi anni saranno decisivi, se oggi siamo qui lo dobbiamo al buon lavoro svolto dagli imprenditori locali. La clinica Montevergine è diventate un polo di eccellenza sia nella cardiologia che nella cardiochirurgia. Ora è il momento di fare un salto in avanti. Ci sono due grandi gruppi nazionali che entrano in "Montevergine" per investire e farne un punto fondamentale per una nuova strategia per il Mezzogiorno per bloccare la diaspora di pazienti verso il Nord. Una risposta in rete di grandi centri che, specializzati nei vari settori, siano in grado di bloccare questa emorragia.

L'obiettivo è realizzare un piano industriale per i prossimi tre anni attraverso i tre strumenti con cui la buona sanità può crescere. Le nostre prestazioni oggi sono fatte all'80% da risorse umane di qualità sulle quali bisogna investire. I grandi gruppi che oggi si affacciano qui in Irpinia sono proprio per questo: portare esperienze e capitali freschi per far decollare definitivamente un fiore all'occhiello".

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