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Vertenza Cgs, sindacati annunciano lo sciopero per dieci giorni

Il futuro di 79 addetti alla manutenzione delle aree industriali irpine e al funzionamento dei loro impianti di depurazione, ai quali si aggiungono i 15 in forza all’Asi Avellino si fa sempre più difficile

Cgs si passa ai fatti. I sindacati proclamano lo sciopero per dieci giorni. 

Il futuro di 79 addetti alla manutenzione delle aree industriali irpine e al funzionamento dei loro impianti di depurazione, ai quali si aggiungono i 15 in forza all’Asi Avellino si fa sempre più difficile. Le attività non verranno fermate del tutto:  “E’ l’ultima possibilità che abbiamo, ma non vogliamo arrivare a questo”, è stato il commento del segretario provinciale della Fiom, Sergio Scarpa

Un blocco totale che manderebbe in tilt l'intero sistema di smaltimento delle aziende irpine. L'indotto a rischio è di 3000 unità. Una situazione catastrofica che va evitata. I consiglieri regionali restano immobili. Attendono con ogni probabilità le mosse del Governatore De Luca che sarebbe intenzionato a rivedere l'intero settore.

"Senza le Asi questo è un territorio destinato a morire. Solo con l'enogastronomia non può reggersi – è il commento di Luigi Simeone della Uil. La Regione non risponde neanche alle sollecitazioni della Prefettura, questo la dice lunga sulla sensibilità che hanno verso le zone interne la giunta e il consiglio regionale". Non vuole sentire parlare dell'ingresso dei privati Costantino Vassiliadis dell'Ugl: "Se si dichiara il fallimento si aprono scenari diversi. In questi anni soprattutto ci è stato prospettato dal Presidente e dai consigli direttivi che si sono succeduti la possibile apertura ai privati. Noi lo ribadiamo con chiarezza: i privati devono restare fuori dal Cgs".

Per il segretario della Cisl Mario Melchionna la colpa è della politica: "Quella irpina non esiste, quella regionale si dimena ma non conta lo stesso. Abbiamo quattro consiglieri e nessuno di loro discute di questa vertenza. Peggio ancora i sindaci che fanno parte del consorzio. Quando c'è da eleggere il consiglio direttivo o il Presidente tutti presenti e pronti a fare battaglia per il posto. Ma quando c'è da programmare o discutere del problema spariscono" 

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