Secondo appuntamento con StartSupper, una sfida da 20 milioni per il borgo delle meraviglie

A cena il gruppo di imprenditori

Si conclude il secondo appuntamento di StartSupper, la cena delle startup, il format ideato dalla community di NAStartUp guidata da Antonio Prigiobbo. 

L’idea del format è di mettere allo stesso tavolo, a cena, un team di esperti di innovazione, imprenditori e finanziatori, per discutere di una o più idee di business. I proponenti dell’idea offrono una cena al team di specialisti che li aiutano a chiarire le loro idee, a cercare nuovi spunti, tra critiche e incoraggiamenti. 

“Abbiamo già sperimentato il format ed è servito per supportare un’imprenditrice che, anche grazie al sostegno della community, ha poi aperto un punto vendita di cucina macrobiotica. La speranza è che anche da questo secondo appuntamento possano nascere delle opportunità”, spiega Antonio Prigiobbo.

La riscoperta delle periferie

Il tema che unisce le due idee proposte è la riscoperta delle periferie. Il team di NAStarUp è andato in tour ad Ariano Irpino, ospitati da Sintesi Sud, azienda tecnologica che recentemente ha fatto una exit con una multinazionale americana, Henry Schein.

Giovanni Marinaccio, fondatore e attuale manager dell’azienda, oltre a essere un main sponsor storico di NAStartUp, ha lanciato la call per organizzare la “Cena delle Startup” nella location del Maeba Restaurant.

Il primo progetto di business, offerto sul tavolo ai commensali, è stata l’idea dell’imprenditore originario di Savignano, provincia di Avellino, di creare un polo di innovazione ad Ariano Irpino che si poggia su due pilastri, un festival di innovazione, l’Ariano Digital Fest, e un incubatore per supportare la nascita di progetti innovativi. 

“Ariano non sfrutta le sue enormi potenzialità, soprattutto nell’agricoltura. Servono innovazioni e startup, ma c’è bisogno soprattutto di cambiare la mentalità degli imprenditori legati spesso a logiche di sviluppo tradizionali. Un incubatore può aiutare, come strumento partecipativo a più livelli, far incontrare talenti, economia e aziende del posto”, ha spiegato così Giovanni la sua idea ai commensali.

Le reazioni sono state le più disparate. C’è chi come Luigi Nardullo, commercialista e imprenditore, consiglia a Giovanni di pensare al suo progetto come a un campus, nel quale ospitare talenti e “connetterli al tessuto imprenditoriale del territorio” che può contare sulla presenza di multinazionali come Farine Magiche, Vitillo SpA e Biogem. C’è chi come Antonio Aprea, imprenditore di servizi Internet, consiglia di percorrere anche altre strade, oltre all’agricoltura, come il turismo esperienziale che “può sfruttare le tante eccellenze enogastronomiche che la città esprime”. C’è ancora chi, come Barbara Feluca, Business Coach e Advisor di NAStartUp, suggerisce di includere, all’interno dell’incubatore, figure come “Mental Coach”, professionisti in grado di parlare con gli imprenditori e convincerli ad aprirsi al cambiamento e ai processi di “open innovation”. E c’è infine chi, come Carlo Licenziato, producer audiovisivo, propone a Giovanni di non focalizzarsi solo sulla tecnologia applicata all’agricoltura, ma di aprire l’incubatore ad innovazioni anche in altri campi. 

Una sfida da 20 milioni di euro: il Borgo delle Meraviglie

Il secondo progetto offerto sul tavolo ai commensali è stato proposto da Nico Mattia, proprietario del Maeba e super esperto di distillati. La sua idea consiste nel recupero di un intero borgo, oggi abbandonato, che servirà come polo di attrazione per il turismo di lusso. Nico ha stimato che per l’intero progetto, che prevede la creazione di strutture ricreative e di percorsi turistici, un investimento di circa 20 milioni di euro. Nico ha già messo insieme un primo consorzio di imprese per finanziare i primi milioni necessari per l’avvio.

Giancarlo Donadio, giornalista e imprenditore della comunicazione, ha consigliato a Nico di studiare alcune delle esperienze di recupero borghi di maggior successo in Italia, come l’Ecovillaggio Torri Superiore a Ventimiglia, o la Sagna Rotonda in Valle Maira.

Brigida Ardolino, business consultant, invece consiglia a Nico di lavorare sulla creazione di un piano di investimenti nazionale e internazionale, per far crescere crescere l’ecosistema già coinvolto e per dialogare con gli operatori turistici a caccia di strutture ricettive esclusive nei pressi del borgo. Mentre Ugo Chirico, startupper, Ceo di Cyberneid, innovazione nel campo dell’identità digitale, appoggia il progetto di Nico, spiegando che rappresenta una grande opportunità per “combattere la fuga dei cervelli”, che è anche l’obiettivo principale del suo progetto di innovazione. 

Entusiaste dell’idea di Nico anche le neo advisor di NAStartUp presente alla cena, Federica Ferriero che ha sottolineato come il “turismo di lusso ha voglia di Italia e che i borghi rappresentano un investimento con grandi potenzialità”.

Cos’è NAStartUp

NAStartUp è un Acceleratore d’Ecosistema delle startup e delle startup senza scopo di lucro, di recente insignito del premio come miglior esperienza europa per le startup da UBI Global. Sviluppa un appuntamento periodico (mensile e gratuito) con una community di oltre 7.700 talenti che accelera tutti dal basso, punta a far nascere, crescere e accelerare le innovazioni, le startup e i talenti Made In da Napoli e Ora OnLine. È supportato dal founder e driver Antonio Prigiobbo, Innovation Designer/Autore.

Il Meetup delle Startup Made al Sud (e non solo): il NAStartUp Day e Play  

NAStartUpDay è un format di partecipazione, sviluppato in filiera, dalla community stessa, composta dai professionisti e dalle imprese che facilitano e accelerano la diffusione dell’economia delle startup e dell’Innovazione. La partecipazione è completamente gratuita. Le attività sono autoprodotte senza fini di lucro.

NAStartUpPlay è il format Online che porta l’evento mensile on streaming e sviluppa nuove contaminazione

Officina delle Startup

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