Addio al bonus Renzi, arriva il bonus Irpef: ecco come funziona

Il primo luglio è stata introdotta la nuova normativa con due importanti novità fiscali che da agosto troveremo in busta paga

Dal primo luglio il cosiddetto “bonus Renzi” è stato abolito. Al suo posto è subentrato il bonus Irpef. Ma non si tratta di un semplice avvicendamento. Il nuovo strumento fiscale ha infatti delle caratteristiche che non solo ampliano la platea dei beneficiari ma aumentano anche l’importo del credito Irpef sulla retribuzione.

Il bonus Renzi ammontava a 80 euro mensili, se il reddito del lavoratore non superava 24.600 euro ed era riproporzionato dai 24.600 ai 26.600 euro di reddito e sulla base del periodo annuo lavorato. La nuova normativa che prevede un trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, porta invece l’importo mensile a 100 euro. Il trattamento spetta a chi possiede un reddito complessivo di lavoro dipendente e assimilato (esclusi i redditi di pensione ed alcune voci di reddito assimilato), sino a 28mila euro annui. Ma la nuova legge introduce anche una nuova detrazione fiscale per i titolari di reddito di lavoro dipendente e assimilato d’importo superiore a 28mila euro. Tale detrazione diminuisce gradualmente al crescere del reddito, e si azzera al raggiungimento di un livello di reddito pari a 40mila euro.

Nel dettaglio sono dunque due le misure: il trattamento integrativo del reddito pari a 100 euro mensili, per un importo rispettivamente di 600 euro con riferimento al secondo semestre del 2020, e di 1.200 euro annui dal 2021 per redditi di importo complessivamente non superiore a 28.000 euro annui; un’ulteriore detrazione dall'imposta lorda di carattere temporaneo, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito complessivo annuo superiore a 28.000 euro che decresce linearmente fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 40.000 euro annui.

Chi beneficia del bonus irpef

Come per il bonus Renzi, anche per il nuovo credito di 100 euro mensili, i requisiti soggettivi sono i medesimi. I beneficiari del trattamento integrativo e dell’ulteriore detrazione sono i soggetti che percepiscono le seguenti tipologie di reddito:

  • redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1 e comma 2, lett. b), del TUIR;

  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui al comma 1 dell’articolo 50, del TUIR appartenenti alle seguenti categorie:

  • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative

  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità

  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale 

  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa 

  • remunerazioni dei sacerdoti

  • prestazioni pensionistiche di cui al D.lgs 21 aprile 1993, n. 124, comunque erogate

  • compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative

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Sono esclusi dai benefici fiscali in questione i titolari dei redditi da pensione, i titolari di redditi assimilati a lavoro dipendente diversi da quelli richiamati dal decreto-legge, i titolari di redditi professionali e, in ogni caso, i redditi prodotti da titolari di partita IVA in forma autonoma o di impresa. Anche gli incapienti sono esclusi, ma con una modifica:  non rileva la circostanza che l’imposta lorda generata dai redditi da lavoro dipendente o assimilato sia ridotta o azzerata per effetto di detrazioni diverse da quelle da lavoro dipendente previste dall’articolo 13, comma 1, del TUIR, come per esempio le detrazioni per carichi di famiglia.

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