Lunedì, 17 Maggio 2021
Economia

Incertezze e preoccupazioni per bar e ristoranti, fatturati più che dimezzati

Circa il 65% delle aziende ha fatto ricorso al Dl liquidità ma solo poco più della metà ha già ottenuto il prestito richiesto

La Federazione italiana pubblici esercizi ha effettuato il bilancio delle prime tre settimane di aperture post Covid sottolineando un calo del fatturato del 50% nel segmento bar e ristoranti. 

Anche il mondo del turismo non se la passa meglio, anzi la Fipe ha raccolto dati decretando un calo del fatturato del 50% nel proprio settore di riferimento. Ma il dato preoccupante, chiara conseguenza del primo, è che le imprese hanno impiegato solo il 30% del proprio personale. Anche Confindustria Alberghi ha raccolto dati sulle strutture ricettive analizzando il periodo 8-11 giugno. Ebbene, ad aprire è stato solo il 25% degli alberghi e solo il 20% del totale riaprirà entro giugno.

Meno della metà degli intervistati soddisfatta di aver riaperto

Il 94,9% dei bar e l'89,4% dei ristoranti risultano in attività mentre rispettivamente il 3,1% e il 7,3% sono in procinto di farlo. Il 2% dei bar e il 3,3% dei ristoranti dichiarano di restare ancora chiusi anche nel prossimo futuro. Pur in presenza di un miglioramento del sentiment degli imprenditori sull'andamento dell'attività (si passa dal 9,9% della prima settimana al 17,2% attuale), più della metà degli intervistati (circa 54%) dà ancora un giudizio fortemente negativo e meno della metà degli intervistati (46,1%) si dichiara soddisfatto di aver riaperto. Forte incertezza anche sul futuro: il 66,5% ritiene che non riuscirà a tornare ai volumi di attività pre-Covid. Per il 53,5% delle aziende intervistate a mancare sono soprattutto i turisti, in particolare stranieri, ma il restante 46,5% lamenta anche la mancanza di clientela residente.

Solo il 56,8% ha già ottenuto il prestito richiesto

Il focus dell'indagine si è poi spostato sugli aiuti messi in campo dalle Istituzioni, con particolare riferimento ai prestiti garantiti previsti dal DL liquidità. Il 65,1% delle aziende ha fatto ricorso a questa misura, il 51,7% per un importo fino a 25.000 euro, il 13,4% per un importo oltre i 25.000 euro. Tuttavia solo il 56,8% ha già ottenuto il prestito richiesto.

«Servono interventi sul costo del lavoro e sulle scadenze fiscali»

«Il bilancio a tre settimane dalla riapertura conferma tutte le nostre preoccupazioni sulla capacità di tenuta delle imprese dinanzi ad una ripartenza difficile e per molti aspetti attesa - dichiara Aldo Cursano, Vicepresidente Vicario di Fipe – Con un calo del fatturato di oltre il 50% nessuna impresa riuscirà ad andare avanti a lungo senza misure di sostegno sul versante dei costi e senza una robusta capacità finanziaria. Per questo stiamo continuando a chiedere interventi sul costo del lavoro, su canoni di locazione e Imu e sulle scadenze fiscali in attesa che la domanda torni ad un livello che permetta alle imprese di reggersi sulle proprie gambe. Ma sapendo che di turisti stranieri – prosegue Cursano – ne vedremo pochi per un periodo ancora lungo dovremo necessariamente puntare sulla domanda interna con una comunicazione rassicurante e co n iniziative di promozione stimolanti».

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