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‘A Subretta, la neve ci delizia il palato con il vino cotto

Basta seguire poche semplici regole, ecco quelle consigliate dal fiduciario Condotta Slow Food Avellino Lucio Napodano

Continua a scendere la neve. Croce e delizia per molti. In provincia di Avellino sarà l'occasione anche per farsi ‘A Subretta (il Sorbetto).

Ma di cosa si tratta? Due gli ingredienti necessari: neve fresca e vino cotto per i tradizionalisti. Altri, invece, lo sostituiscono col succo di limone o il caffè freddo.

Forse non tutti sanno cos’è il vino cotto. Si tratta di mosto (nel nostro caso di aglianico irpino) bollito e concentrato fino a ottenere un liquido di colore bruno, vischioso e dolce. La tradizione vuole che, per ottenerne un litro, occorrano dai cinque agli 8 litri di mosto. È considerato l’aceto balsamico dei poveri, ed entra in cucina in molte preparazioni, anche in compagnia di noci e pinoli secchi, spezie ed erbe aromatiche. Molto noti e saporitissimi sono i peperoni fritti conditi proprio con il vino cotto.

Ma come si prepara ‘A Subretta? Basta seguire poche semplici regole, ecco quelle consigliate da Lucio Napodano, fiduciario Condotta Slow Food Avellino:

- raccogliere la neve fresca dopo una lunga nevicata (almeno 24 ore), dallo strato superficiale che non contiene elementi atmosferici inquinanti;

- eseguire l’operazione lontani da strade trafficate e prima che riprenda la circolazione degli autoveicoli;

- spargere il vino cotto (succo di limone o caffè) con il medesimo gesto utilizzato per condire con l’olio;

- mescolare con un cucchiaio fino a ottenere un colore omogeneo;

- consumare rapidamente poiché, metterlo in frigo, lo farebbe ghiacciare o sciogliere.

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