Cronaca

Zona rossa e arancione: le tre regioni a rischio a partire dal 7 gennaio

Ecco le ultime in merito alle prossime decisioni adottate dal Governo

"Dopo la Befana dovremo ripristinare il modello delle fasce di rischio e confermare le misure base delle zone gialle": il ministro della Salute Roberto Speranza in un'intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera conferma che a partire dal 7 gennaio tornerà in vigore il sistema delle aree. Possiamo quindi attendere entro la scadenza del decreto legge 172/2020 una serie di ordinanze da parte del ministero per ritornare alle limitazioni in vigore prima delle feste. 

Le tre regioni a rischio zona rossa o arancione a partire dal 7 gennaio

È lo stesso Speranza ad annunciare che resterà in vigore il coprifuoco, ristoranti e bar chiuderanno alle 18 e rimarrà la serrata di piscine, palestre, cinema, teatri, stadi. In parte smentendo quanto era stato annunciato dai suoi stessi colleghi sulla possibilità di riaprire alcune attività (in sicurezza) a partire dal 15, quando scadranno anche le disposizioni del decreto legge 2 dicembre n. 158 e del Dpcm 3 dicembre. Ma c'è di più. Perché ieri, in anticipo rispetto alle abitudini, è stata diffusa la bozza del report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero in cui non ci sono buone notizie per le regioni. Ovvero, secondo i dati in base ai quali si decide il regime delle zone gialle, arancioni e rosse:

  • l'epidemia in Italia si mantiene "grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali";
  • nel periodo 8 - 21 dicembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 - 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane; 
  • tre regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2;
  • altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio;
  • altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche);

Lo scenario di tipo 2 (in totale sono 4, spiegati qui) evoca una "situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve- medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25 (ovvero con stime dell’Intervallo di confidenza al 95% - IC95% - di Rt comprese tra 1 e 1,25), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie". E nella bozza della Cabina di Regia di ministero e Iss si dice che per quanto riguarda Veneto, Liguria e Calabria "questo desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività come descritto nel documento ''Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale'' trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732". E il Veneto, scrive oggi in prima pagina Il Sole 24 Orenon rischia solo l'arancione: potrebbe tornare direttamente in zona rossa (mentre l'arancione sarebbe riservato alla Calabria). 

Le altre regioni a rischio 

Siamo lontani dunque dalla meta: quei 50 casi per 100 mila abitanti da raggiungere in 7 giorni che permetterebbero il vero ripristino del contact tracing. Per questo, secondo gli esperti dell´Iss e del ministero, "si conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore adottata nel periodo delle festività natalizie". Ecco la tabella che riporta gli indicatori dell'Rt puntuale relativi alla 21-27 dicembre aggiornati al 29.

  • Abruzzo:0,65
  • Basilicata: 1.09
  • Calabria: 1.09
  • Campania:0.78
  • Emilia-Romagna: 0.98
  • Friuli-Venezia Giulia:0.96
  • Lazio:0.84
  • Liguria:1.07
  • Lombardia:1
  • Marche:0.99
  • Molise:0.89
  • Piemonte:0.71
  • PA Bolzano:0.76
  • PA Trento:0.71
  • Puglia:1
  • Sardegna:0.78
  • Sicilia:0.93
  • Toscana:0.79
  • Umbria 0.8
  • Valle d'Aosta:0.83
  • Veneto:1.07
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