Violenza giovanile ad Avellino, di chi è la colpa?

Si tende ad imputare tutto a modelli sbagliati, ma è veramente così?

Nell’ultimo periodo si fa un gran parlare dei modelli negativi che potrebbero indirizzare, giovani e non, verso scelte sbagliate o, addirittura, comportamenti criminali. Ma è vero tutto questo?

La visione di una serie come Gomorra o, magari, Romanzo Criminale, può davvero incitare alla violenza le menti più giovani? Avellino Today oggi affronterà questo problema prendendo spunto dagli ultimi fatti di cronaca che hanno caratterizzato il capoluogo e non solo e che hanno visto per protagonisti i più giovani. Parliamo, ovviamente, della maxi rissa scoppiata a Via De Conciliis, della giovanissima ragazza data per scomparsa e ritrovata completamente ubriaca su di una panchina di Piazza Libertà e, ovviamente, della sparatoria di Contrada. In molti imputano la violenza nella vita a modelli comportamentali errati.

Il capo della Squadra Mobile, Michele Salemme, però, non la pensa così; o meglio, la questione è un po' diversa:

“Io ritengo che, senza ombra di dubbio, serie come Gomorra lancino anche un messaggio negativo ma, altrettanto sicuramente, questo messaggio può essere recepito solo da individui già predisposti verso un determinato stile di vita. Una persona che non ha questo tipo di estrazione può vedere tutte le serie televisive o i film dell’orrore che vuole. Dopo, non andrà a fare una strage. Inoltre, entrando nello specifico, ritengo che, ad esempio, i personaggi di Gomorra non possono essere modelli cui ispirarsi; anche perché fanno tutti una bruttissima fine. Nella realtà, i criminali vengono anche arrestati. I vari Ciro Di Marzio, Pietro Savastano e Salvatore Conte, invece, sono morti in modo brutale. Dubito che esista qualcuno che ambisce a finire nello stesso modo”.

Questo, quindi, è un messaggio rivolto a tutti coloro che imputano comportamenti sbagliati a modelli sbagliati. A tutti coloro che rivorrebbero la censura pensando che, per diventare criminali, basta vedere un telefilm o addirittura leggere un libro. Basti pensare a quanti ragazzi, oggigiorno, amano i videogiochi sparatutto o film con scene anche molto violente, e nessuno di loro, successivamente, compirà mai gli stessi gesti. Esistono tanti ragazzi che, dopo essere stati in chiesa per seguire la messa con i propri familiari, vanno a vedere un film horror con gli amici. Non potrà mai esserci nulla di male in questo. La violenza è visibile in ogni telegiornale, in cui vengono mostrate immagini “reali” e in cui la violenza non può essere qualcosa di inventato. Quindi, quando ci domanderemo se i nostri figli hanno fatto una rissa per qualcosa che hanno visto in un film o in un videogioco, forse, dovremmo domandarci cosa abbiamo insegnato loro. Dovremmo domandarci se, i modelli negativi per i più giovani, non siamo proprio noi.

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