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Vienna ha attraversato l'Irpinia a piedi: "Borghi trasformati, i segni del terremoto sono visibili"

La guida ambientale escursionistica AIGAE, sta affrontando una prova straordinaria: raggiungere a piedi il Parco Nazionale del Gargano con un percorso di 230 km all’età di 67 anni

Ha attraversato l’Irpinia a piedi. Vienna Cammarota, guida ambientale escursionistica AIGAE, nell’Anno dei Cammini e del Giubileo di Papa Francesco , sta affrontando una prova straordinaria: raggiungere a piedi il Parco Nazionale del Gargano con un percorso di 230 km all’età di 67 anni. Durante il suo viaggio ha fatto tappa in Irpinia per due giorni.

Racconta le emozioni e i luoghi visti. “ I borghi stanno morendo. Una famiglia di Caposele era venuta a conoscenza del mio arrivo . Mi hanno contattato tramite Facebook e mi hanno offerto ospitalità. Ho dormito da loro.

Entrare nell’avellinese è stata un’emozione davvero particolare. Sto bene con la gente dell’Irpinia che è gente cortese, cordiale. Lungo il percorso, mentre raggiungevo i borghi, tante persone mi hanno riconosciuta, si sono fermate a parlare con me. Lungo la strada  un signore mi ha atteso al balcone per offrirmi i suoi dolci e mi ha parlato tanto del terremoto del 1980. Invece una signora molto gentile si è fermata con la macchina ed avrebbe voluto offrirmi il pranz . Anche questa signora mi ha parlato tanto del terremoto, poi ho incontrato un maratoneta, mentre gli ultimi 4 km sono stati sotto la pioggia e nel buio. A distanza di 36 anni il terremoto incide ancora tanto nel tessuto sociale di queste persone, è davvero una grande ferita, con paesi ricostruiti ma privi della loro identità d’origine.

Ho raggiunto così Quaglietta, un tempo Comune ed oggi frazione di Calabritto. Ho avuto modo di vedere il Castello Normanno. A Quaglietta ho incontrato gruppi di anziani che mi hanno raccontato come era il paese in passato, di quali fossero le relazioni sociali tra la gente prima del terremoto. In questa frazione di Calabritto fanno un particolare raviolo ripieno di un’erba aromatica coltivata proprio in questo luogo e che da queste parti chiamano “zenzifero”, per non parlare  della matassa, pasta fatta a mano e condita con sugo” . Un viaggio interessante, in uno spaccato di Irpinia. “Mi hanno aperto le loro porte le suore di Sant’Angelo dei Lombardi dove ho terminato la terza giornata di cammino a piedi verso la Puglia. L’Irpinia purtroppo è stata completamente trasformata. Ad esempio quando si entra in Lioni si vede oramai una vera città e non più il borgo. Magari si pensa che vi possano abitare 20.000 persone ed invece una città per 4000 abitanti. Mi sono fermata all’acquedotto di Caposele dove ho potuto ammirare la straordinaria ingegneria  creata nel 1903 – ha proseguito Vienna – e che tutelava la vita del fiume oggi invece minacciata da alcuni lavori che si stanno facendo e che potrebbero mettere a rischio anche la vita dei pesci. Caposele era anche denominata la piccola Venezia dell’Irpinia ma di quei canali e ponticelli non c’è più traccia. Per fortuna che c’è il turismo religioso che riesce almeno in alcuni periodi dell’anno a portare molti turisti, migliaia di persone. Bisognerebbe puntare molto su turismo religioso e sostenibile”.

Vienna ci sta riuscendo a compiere l’intero cammino: partita dalla Valle dei Templi di Paestum, il suo arrivo al Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano, Oasi Naturale del Lago Salso a Manfredonia è previsto il 17 novembre. Ad attenderla ci saranno più di 300 Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE che arriveranno, per la prima volta, da tutta Italia nel Parco Nazionale del Gargano per la loro XXIV Convention Nazionale AIGAE

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