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Pressioni su De Luca, la posizione di Vetrano si sgonfia

La sentenza, sia per l’abbreviato di Mastursi che nei confronti degli altri coindagati che hanno scelto il rito ordinario, è prevista il prossimo 9 marzo

Continua il processo sul caso delle pressioni fatte al Governatore De Luca e che vede coinvolto anche l'avellinese Giuseppe Vetrano. Nell'arringa dell'avvocato Felice Lentini è emerso che le intercettazioni telefoniche mettono totalmente in dubbio che l’avvocato avellinese Giuseppe Vetrano (candidato alle regionali nella lista Campania Libera) abbia ricevuto alcuna promessa da Mastursi e il messaggio, che la Procura romana ritiene come «la prova di una promessa», era solo la fissazione di un appuntamento.

Vetrano, infatti, fu colui che fu contattato dall’avvocato Gianfranco Brancaccio (come ha riferito anche quest’ultimo davanti al gup) con la richiesta di presentare Guglielmo Manna a Vincenzo De Luca. Ma Vetrano non avendo rapporti tali con De Luca, chiese un semplice incontro a Mastursi (il 16 luglio 2015). Incontro che ci fu il 3 agosto: "Ma Mastursi" ha ribadito Vetrano al gup alla scorsa udienza, "non ha fatto nessuna promessa". Anche l’avvocato napoletano Brancaccio, a specifica del gup, sul comportamento tenuto da Mastursi in quell’occasione, ha escluso che l’allora capo della segreteria di De Luca "ebbe a formulare promesse o a fornire assicurazioni future". Del resto non sono mai stati adottati provvedimenti a favore di Manna che aveva un contratto in scadenza presso l’ospedale Santobono. 

La sentenza, sia per l’abbreviato di Mastursi che nei confronti degli altri coindagati che hanno scelto il rito ordinario, è prevista il prossimo 9 marzo.

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