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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca

Vessazioni fisiche e psicologiche nei confronti dell'ex compagna: "Aveva lividi ed escoriazioni, eravamo preoccupati"

Nella giornata di oggi, Presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo l’udienza a carico di un 26enne di Serino accusato di aver maltrattato l’ex compagna, mantenendo costantemente, nelle relazioni personali e familiari, un comportamento violento, minaccioso ed aggressivo

Nella giornata di oggi, Presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo l’udienza a carico di un 26enne di Serino accusato di aver maltrattato l’ex compagna, mantenendo costantemente, nelle relazioni personali e familiari, un comportamento violento, minaccioso ed aggressivo. La donna, in una accorata escussione, ha raccontato le vessazioni psicologiche, angherie e violenze fisiche avvenute anche quando era in stato di gravidanza della figlia e, dopo la nascita, in presenza ed ai danni della bambina di soli tre anni. Vessazioni che avvenivano con cadenza quotidiana: "NON SEI BUONA...DEVI UCCIDERTI...NON SERVI A NIENTE..";

La figlia non era mai stata sottoposta a visita pediatrica 

Quotidianamente percuoteva la vittima, a fronte di ogni minimo pretesto, a mani nude con calci, pugni e schiaffi ed anche con oggetti. In particolare, in un'occasione, colpiva la compagna con un bastone sulle gambe e sul braccio, procurandole lividi ed escoriazioni. La donna, inoltre, non poteva ricorrere alle cure mediche in quanto le veniva impedito di recarsi in ospedale. Nel mese di ottobre 2021, l’imputato spingeva la figlia piccola che, cadendo, urtava contro uno spigolo provocandosi un livido all'occhio, impedendo anche in questa occasione alla moglie di portare la bambina in ospedale per le cure necessarie, disinteressandosi di qualsivoglia esigenza della bambina, che sin dalla nascita non era stata mai sottoposta a visita pediatrica richiesta.

Impedita qualsiasi frequentazione, anche con la famiglia

L’uomo, ancora, vietava alla moglie di lavarsi, rivolgendosi alla donna - nelle occasioni in cui lo faceva - con espressioni profondamente ingiuriose e affermando che, se voleva lavarsi, era per andare con altri uomini e costringendola – quindi - a vivere in condizioni di sporcizia, imponendole esclusivamente di svolgere i lavori domestici. Alla donna era impedita qualsiasi frequentazione, anche con la famiglia d'origine. Infine, il predetto, quando si trovava fuori casa, chiudeva la moglie e la figlia a chiave nell’abitazione, togliendole anche il cellulare.

Il padre: "Mia figlia aveva i segni sulla pelle, ero molto preoccupato"

Nella giornata di oggi venivano escussi i genitori della vittima, che hanno confermato quanto raccontato in aula: "Io ero preoccupato, la vedevo spenta. Mia figlia, in numerose occasioni, ha mostrato segni ed ecchimosi sul corpo. Riuscire a parlare della questione con mia figlia era complicato, l'ex compagno c'impediva ogni contatto. Purtroppo, dai primi momenti della sua frequentazione, non la riconoscevo più. Non era più la stessa persona". Ha affermato il padre che, poi, ha descritto anche un momento in cui, la piccola nipote, aveva un livido all'altezza dell'occhio. 

Successivamente, anche la madre veniva ascoltata al banco dei testimoni: "Mia figlia, ogni volta che la incontravo, era "lercia". Nella stessa condizione era mia nipote. Una bambina piccolissima, che deve essere protetta, non può essere lasciata in queste condizioni. Mia figlia, in più occasioni, aveva lividi ed escoriazioni sulla pelle".

Per ultima, poi, veniva ascoltata la sorella della vittima: "Mia sorella era venuta a casa, entrando nel bagno, notai che aveva le gambe piene di lividi ed escoriazioni. Un'altra volta, invece, mia nipote aveva una bruciatura anche sulla mano". 

L'udienza, poi, si è conclusa con l'esame dell'imputato: "Nell'arco della nostra relazione non abbiamo mai avuto un problema. Non le ho mai messo le mani addosso. Noi uscivamo regolarmente e non è vero che non la facevo lavare. Lei si truccava normalmente". L'imputato, poi, ha riferito anche del suo rapporto con la figlia: "Mi sono sempre preso cura di mia figlia e lei era molto legata a me. Sono stato descritto come un orco ma non ero così". 

A conclusione dell'udienza odierna, il difensore di fiducia dell'imputato, l'avv. Elvira De Leo, chiedeva la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari poiché non sussiste il pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. La prossima udienza, adesso, è attesa per il 23 febbraio 2023. 

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