Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Vessazioni fisiche e psicologiche nei confronti dell'ex compagna: "Non puoi lavarti, lo fai solo per andare con altri uomini"

Nella giornata di oggi, Presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo l’udienza a carico di un 26enne di Serino accusato di aver maltrattato l’ex compagna, mantenendo costantemente, nelle relazioni personali e familiari, un comportamento violento, minaccioso ed aggressivo

Nella giornata di oggi, Presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo l’udienza a carico di un 26enne di Serino accusato di aver maltrattato l’ex compagna, mantenendo costantemente, nelle relazioni personali e familiari, un comportamento violento, minaccioso ed aggressivo. La donna, in una accorata escussione, ha raccontato le vessazioni psicologiche, angherie e violenze fisiche avvenute anche quando era in stato di gravidanza della figlia e, dopo la nascita, in presenza ed ai danni della bambina di soli tre anni. Vessazioni che avvenivano con cadenza quotidiana: "NON SEI BUONA...DEVI UCCIDERTI...NON SERVI A NIENTE..";

La figlia non era mai stata sottoposta a visita pediatrica 

Quotidianamente percuoteva la vittima, a fronte di ogni minimo pretesto, a mani nude con calci, pugni e schiaffi ed anche con oggetti. In particolare, in un'occasione, colpiva la compagna con un bastone sulle gambe e sul braccio, procurandole lividi ed escoriazioni. La donna, inoltre, non poteva ricorrere alle cure mediche in quanto le veniva impedito di recarsi in ospedale. Nel mese di ottobre 2021, l’imputato spingeva la figlia piccola che, cadendo, urtava contro uno spigolo provocandosi un livido all'occhio, impedendo anche in questa occasione alla moglie di portare la bambina in ospedale per le cure necessarie, disinteressandosi di qualsivoglia esigenza della bambina, che sin dalla nascita non era stata mai sottoposta a visita pediatrica richiesta.

Impedita qualsiasi frequentazione, anche con la famiglia

L’uomo, ancora, vietava alla moglie di lavarsi, rivolgendosi alla donna - nelle occasioni in cui lo faceva - con espressioni profondamente ingiuriose e affermando che, se voleva lavarsi, era per andare con altri uomini e costringendola – quindi - a vivere in condizioni di sporcizia, imponendole esclusivamente di svolgere i lavori domestici. Alla donna era impedita qualsiasi frequentazione, anche con la famiglia d'origine. Infine, il predetto, quando si trovava fuori casa, chiudeva la moglie e la figlia a chiave nell’abitazione, togliendole anche il cellulare.

La prossima udienza, adesso, è attesa per il 13 gennaio, quando saranno ascoltati i carabinieri.

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