Cronaca

Nella Valle del Sabato si muore: i dati dell'Arpac sono allarmanti

Franco Mazza domenica ad Atripalda presenterà il dossier sulla Valle del Sabato

Atripalda, Avellino, Manocalzati, Pratola Serra, Prata Principato Ultra e Montefredane. Sono questi i sei comuni che negli ultimi anni sono stati oggetto di studio da parte di Arpac, Crom e CNR per capire le criticità presenti nell'ambiente.

I dati dello studio saranno esposti alla cittadinanza domenica alle 10.30 in un incontro pubblico organizzato dal Movimento Salviamo la Valle del Sabato ad Atripalda presso la Biblioteca Comunale. Purtroppo non si tratta di inutile allarmismo, i dati che emergono dalle ultime indagini parlano chiaro: la Valle del Sabato è la Valle dei Veleni.

Nel dossier si legge che "i numerosi insediamenti industriali produttivi, rappresentano senza dubbio una rilevante risorsa in termini di occupazione per la provincia ma pongono, nel contempo, rilevanti problemi di impatto ambientale soprattutto per la vicinanza degli opifici ai centri residenziali dei comuni di Atripalda, Manocalzati, Montefredane, Prata P.U., Pratola Serra, Avellino. La contiguità tra nucleo industriale e nuclei abitatiti è diventato nel corso degli anni un problema sempre più complesso e di difficile soluzione, pertanto sarebbe auspicabile mettere in atto scelte che vadano ad alleggerire l'attuale pressione antropica dovuta agli impianti esistenti".

Parole queste che non hanno trovato riscontro nelle strategie messe in atto dalle istituzioni nonostante le rilevanti criticità ambientali della media Valle del Sabato. Metalli pesanti, veleni e sostanze nocive si riscontrano sia nell'aria che nel sottosuolo e nell'acqua. I risultati analitici rivelano nel fiume Sabato la presenza di ammoniaca superiore ai limiti imperativi , nonché valori di fosforo totale e tensioattivi anionici superiori ai valori guida. Non solo, nelle acque sotterranee emerge la presenza di cloruri, manganese e idrocarburi fuori la norma.

La situazione non migliora per quanto concerne l'aria dove si rivelano elevate concentrazioni di polveri sottili in tutta la zona interessata.

Da queste indagini l'Arpac concludeva che nei comuni della Valle sussisteva un tasso di inquinamento diffuso per questo sollecitava gli organi competenti ad ulteriori indagini sulla zona per prevedere strategie di minimizzazione degli impatti esistenti. Dopo anni i suggerimenti forniti da Arpac, purtroppo sono stati completamente disattesi.

A tutto ciò si aggiunge lo studio del Crom che evidenzia come le esposizioni agli inquinanti presenti nell'ambiente di vita sono responsabili di quote non trascurabili della morbosità e mortalità per neoplasie, malattie cardiovascolari e respiratorie. Insomma nella Valle del Sabato si può morire, è questo quanto viene fuori dalle indagini effettuate nel corso degli anni e che meriterebbero l'attenzione di tutti, non solo di chi ogni giorno è costretto a respirare quell'aria.

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