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Altavilla, usura e possesso di hashish: due assoluzioni e una condanna

Ben sei chilogrammi di hashish furono sequestrati nel maggio 2013 nel corso di una operazione antidroga, condotta dalla Questura di Avellino, occultati all'interno di un casolare abbandonato sito nel comune di Altavilla Irpina

Ben sei chilogrammi di hashish furono sequestrati nel maggio 2013 nel corso di una operazione antidroga, condotta dalla Questura di Avellino, occultati all’interno di un casolare abbandonato sito nel comune di Altavilla Irpina. Così furono tratti in arresto Roberto Marino Roberto e Amerigo Marrone, entrambi di Altavilla Irpina. All’esito della fitta operazione investigativa, oltre ai reati di spaccio e detenzione di droga, dalle intercettazioni ambientali, sarebbe emersa anche una consistente attività illecita finalizzata a commettere reati di usura in danno di imprenditori irpini. 

Un primo colpo di scena si registrò a seguito della emissione di una importantissima sentenza della Corte Costituzionale, la n. 32 del 12.02.14 che, disapplicando la legge Fini – Giovanardi, ebbe come effetto la immediata scarcerazione del Marino e del Marrone. Infatti, il G.i.p. presso il Tribunale di Avellino dott. Ciccone , in accoglimento delle conformi richieste presentate dagli avvocati Dario Vannetiello (difensore di Marino Roberto e Porchi Francesca), Gaetano Aufiero (difensore di Marrone Amerigo) e Alberico Villani (difensore di Marino Roberto e di Marrone Amerigo), fu il primo in Italia ad applicare gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità e dichiarò la perdita di efficacia della misura cautelare nei confronti di Marino Roberto e Marrone Americo, con conseguente immediata scarcerazione.

Il Giudice dispose la scarcerazione prima ancora della pubblicazione della sentenza della Corte Cost. in Gazzetta Ufficiale, ritenendo sufficiente la conoscenza da parte sua della motivazione. Nell’ambito della inchiesta, inoltre, fu anche disposto il sequestro preventivo della villa proprietà del Marino e dei terreni annessi allo stesso, con immediato sgombero disposto dal P.M. A seguito di un lungo braccio di ferro con la Pubblica accusa, restia a consentire che il Marino ed il suo nucleo familiare tornassero ad usufruire dell’immobile sequestrato, l’avv. Dario Vannetiello riuscì anche ad ottenere che la famiglia del Marino tornasse a vivere nell’immobile sequestrato mediante sottoscrizione di un contratto di comodato d’uso .

Anche qui un primato: trattavasi del primo contratto di locazione in comodato d’uso di beni sequestrati disposto dal Tribunale di Avellino, presieduto dal giudice Paolo Cassano . Successivamente, l’inchiesta è divisa divise in due tronconi, la droga da un lato, l’usura dall’altro. Rispetto alle condotte di spaccio e detenzione di droga i due imputati scelsero strade diverse. Marrone Amerigo scelse di essere giudicato con rito abbreviato, riportando una condanna ad anni 4 di reclusione.

Mentre il Marino, dal suo canto, optò per il giudizio ordinario che, allo stato pende innanzi al Tribunale Collegiale di Avellino – pres. dott.ssa Troiano – per la prossima udienza del 26.10.16. Invece, con riferimento alle condotte di usura, a seguito di una lunga e complessa istruttoria, il processo si è concluso oggi, nella tarda serata. Il P.M., dott.ssa Paola Galdo, all’esito della sua requisitoria, ha chiesto nei confronti del Marino la condanna di Marino Roberto ad anni quattro e mesi otto, mentre nei confronti della moglie Porchi Francesca la pena di anni due e mesi otto di reclusione, invocando per Marrone Amerigo l’assoluzione.

Marino Roberto rispondeva di ben sei episodi usurari, a fronte dei due contestati alla sua consorte, mentre un solo episodio di usura veniva inizialmente attribuito al Marrone . All’esito della discussione finale svolta dai difensori, conclusasi anche con il deposito da parte dell’avvocato Vannetiello di una memoria difensiva volta a ripercorrere tutti gli argomenti giuridici fondanti la linea difensiva, il Tribunale di Avellino, presieduto Dott. Paolo Cassano, con a latere i giudici Mauro Tringali e Giulio Argenio - ha così deciso : assoluzione del Marino da uno dei sei delitti di usura con condanna ad anni quattro e mesi sei, mentre ha completamente assolto la moglie Porchi Francesca da tutti i reati a lei ascritti, come assolto è stato anche Marrone Amerigo.

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