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Atripalda, tre arresti per usura: chiedevano tassi dal 120% al 584%

Durante la perquisizione domiciliare ad uno degli indagati è stato trovato un grammo di cocaina ed oggetti atti all’offesa (taser-storditore elettrico e pistola a gas priva di tappo rosso)

Non solo imprenditori e commercianti ma anche dediti all’usura. L’accusa è di quelle da far accapponare la pelle: un 45enne, un 44enne e un 25enne dell’hinterland avellinese dopo l’attività di indagine dei carabinieri sono stati arrestati.

Due degli indagati, padre e figlio sono in carcere, il terzo è stato sottoposto al regime dei domiciliari. Una vicenda che parte da novembre 2015. Un commerciante dopo le pressioni, percosse e addirittura sequestro decide di denunciare i suoi aguzzini. Partono le indagini, intercettazioni telefoniche, pedinamenti, rilievi.

Il prestito da restituire si fa sempre più corposo di interessi: dal 120% al 584% su base annua. L’esasperazione e l’impossibilità di poter ripianare le esposizioni debitorie, in uno con le continue minacce, estese ai familiari, hanno alla fine convinto la vittima che l’unica via di uscita fosse quella di denunciare i suoi aguzzini. Che oggi si ritrovano ristretti chi in carcere e chi ai domiciliari e dovranno smontare la tesi del loro accusatore per poter riavere la piena libertà.

Durante la perquisizione domiciliare ad uno degli indagati è stato trovato un grammo di cocaina ed oggetti atti all’offesa (taser-storditore elettrico e pistola a gas priva di tappo rosso).

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