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Siamo una famiglia normale ma vittima di omofobia: "Una pediatra ha negato notizie alla mamma non biologica"

A Santo Stefano del Sole, una famiglia composta da due donne c’è. Sono Giuseppina la Delfa, insegnante di Francese all’università di Fisciano e la moglie Raphaëlle, sua collega. Hanno due figli

Il tema è di una attualità stringente. La politica litiga sulle unioni civili. Favorevoli e contrari. Intanto il segretario della Cei, Nunzio Galantino, a proposito del ddl Cirinnà sulle unioni civili annuncia: “Vorrei che fosse chiaro che se dovessi farei una legge sulla famiglia e per la famiglia, non farei questo. Chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unioni particolari e di fatto sta mettendo all'angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società".

Ma ad Avellino, precisamente in provincia a Santo Stefano del Sole, una famiglia composta da due donne c’è. Sono Giuseppina la Delfa, insegnante di Francese all’università di Fisciano e la moglie Raphaëlle, sua collega. Hanno due figli: Lisa, di dodici anni, e Andrea, di tre. E sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno la Delfa, presidente delle famiglie arcobaleno ha rilasciato una intervista: “Viviamo in un piccolo centro dell’avellinese, sereni e perfettamente integrati. I nostri sono i problemi di tutte le famiglie.  Proprio il fatto di vivere in un piccolo centro ci ha aiutato molto. I contatti sono più immediati, più diretti. E quando si entra in contatto, quando ci si osserva, ci si parla, le paure e i preconcetti svaniscono”.

La coppia tutta al femminile è stata la prima a mettere al mondo bambini: “Ci ha aiutato il fatto di essere francesi e di avere riconosciuto i primi bambini nati da coppie omosessuali. Vedere che erano sereni, che avevano una vita esattamente uguale a quella degli altri, ci ha sostenuto. Siamo andati in Belgio per l’eterologa. Io ho partorito Lisa, poi Raphaëlle ha partorito Andrea”.

 Ma i casi di omofobia non mancano nei loro confronti: “ È il caso di una pediatra che si è rifiutata di dare notizie sul bambino alla madre non biologica, - racconta Giuseppina- nonostante quella biologica l’avesse esplicitamente autorizzata, anche per iscritto. Pensiamo di rivolgerci all’Ordine dei medici per segnalare un comportamento che riteniamo scorretto e grave”.

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