Truffa internazionale, le motivazioni del consigliere comunale Landi

L'inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Como che, al termine del lavoro di indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio per 40 persone, tra cui anche lo stesso Landi

Ecco la nota ufficiale del consigliere comunale di Atripalda, Domenico Landi, in merito all’inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Como che, al termine del lavoro di indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio per 40 persone, tra cui anche lo stesso Landi. 

“In relazione alla notizia apparsa sulla stampa, sento il dovere di esprimere alcune considerazioni in virtù del rispetto verso coloro che mi hanno sempre apprezzato e dimostrato piena stima, scegliendomi liberamente come loro rappresentante istituzionale, nonché a salvaguardia dell’attività politica ed amministrativa del gruppo consiliare cui appartengo e, non per ultimo, a tutela della mia famiglia. Sono profondamente amareggiato per quanto appreso dalle testate giornalistiche, alcune delle quali, con plausibile leggerezza condita dalla sfrenata ricerca dello “scoop”, mi hanno attribuito reati che non mi sono  stati contestati.

Pertanto, pur sforzandomi di comprendere l’atteggiamento di chi ha assunto nei miei confronti sempre posizioni contrastanti, invito chiunque ad una prudente attenzione rispetto alle dichiarazioni rese e pubblicate, avendo già conferito mandato ai miei legali di valutare tutte le condotte diffamatorie consumate a mio danno. Confido pienamente nel lavoro della magistratura,  restando impaziente di dimostrare la mia estraneità rispetto all’intera vicenda.

Allorquando sarà confermata la mia integrità personale e professionale, mi aspetto di ricevere altrettanta enfasi da quella stessa stampa che, attentando alla mia moralità, è inciampata nel vano tentativo di turbare il legame stretto con i cittadini atripaldesi, intessuto attraverso anni di lavoro onesto e tenace. Intendo ringraziare tutti per i numerosi e sinceri attestati di affetto e solidarietà, accompagnati dall’invito a proseguire l’impegno amministrativo con la determinazione e il vigore di sempre”.

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La vicenda 

L'operazione è stata portata avanti dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Como. Congretizzato, nello specifico, un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato anche alla confisca per equivalente per un valore di circa 34 milioni di euro, disposto dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como nei confronti di quaranta imputati (tra i quali sono presenti anche otto individui irpini), nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, che ha permesso di accertare la presenza sul territorio nazionale di una associazione per delinquere di natura transnazionale, operativa sin dal 2014 (formata da diciannove persone), in quanto operante anche in vari stati tra cui Austria, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Confederazione Elvetica, Cipro (oltre che in numerose città italiane) finalizzata a commettere delitti di abusivismo finanziario e riciclaggio perpetrati in particolare attraverso le società estero vestite, aventi strutture anche a Lugano, W&H CONSULTING Sa (di diritto lussemburghese), M.g.A. Consulting Gmbh (di diritto austriaco ma operativa a Modena) e LAREFER ltd (di diritto cipriota ma operativa ad Avellino), prive di abilitazione ad operare in Italia in quanto mai iscritte all’albo dei soggetti autorizzati dalla CONSOB che hanno collocato prodotti finanziari abusivi (quote di crowdfunding) sul territorio italiano, operando attraverso strutture operative e collaboratori, attivi in numerose città italiane , cui venivano riconosciute provvigioni. In base alle indagini svolte, le somme di denaro raccolte attraverso la collocazione dei prodotti finanziari non erano destinate alle attività di investimento proposte, ma ripartite tra i componenti della associazione per delinquere ed in parte utilizzate per pagare gli elevati rendimenti sugli investimenti sottoscritti dai vari clienti, anche al fine di stimolare, attraverso una attività truffaldina, la raccolta di ulteriori somme di denaro presso il pubblico. Il collocamento dei prodotti finanziari era altresì realizzato, utilizzando una piattaforma finanziaria chiusa denominata ASAP Vip Club che consentiva la gestione di operazioni monetarie di trasferimento anche all’Estero delle somme di denaro con gli investitori italiani in modo non tracciabile. In base a quanto accertato, utilizzando consulenti finanziari abusivi, la W&H CONSULTING S.A. risulta aver collocato almeno 25 mandati fiduciari di investimento, per un valore complessivo dei contratti siglati pari ad euro 1.355.000,00, la M.g.A. Consulting gmbh risulta aver collocato almeno 162 contratti di investimento, per un valore complessivo dei contratti siglati pari ad euro 6.887.800,00 (per una somma complessivamente raccolta pari euro 4.997.459,43), la LAREFER ltd, risulta aver collocato almeno 662 contratti di investimento per un valore complessivo dei contratti siglati pari ad euro 18.848.750,00 (per una somma complessivamente raccolta pari euro 7.266.520,43). E’ stata altresì accertata la perpetrazione dei reati, connotati dal requisito della transazionalità, di abusivismo finanziario (artt. 166 comma 1 lett. a) e c), comma 2 in rel. artt. 1 comma 1 lett. t), u), 18 e 94 del DLvo 58/98 (T.U.F.), riciclaggio, auto riciclaggio (per circa 500.000 euro) per il tramite della piattaforma ASAP e di una società di diritto tedesco ma formalmente operante a Bolzano (FV Service Gmbh), nonché oltre trenta episodi di truffa ai danni di clienti delle citate strutture operative operanti sul territorio nazionale facenti capi alle citate società esterovestite. L’indagine è stata condotta, anche con attività di intercettazione, dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Como, e si è avvalsa del significativo contributo fornito dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Avellino, dalle Autorità di vigilanza CONSOB e BANCA d’ITALIA, da EUROJUST e dalle Autorità di Austria e Bulgaria.

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