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Strage del bus sull'Acqualonga, continua il dibattimento per stabilire le colpe

Entro fine anno potrebbe esserci la sentenza

Continuano le udienze per stabilire le colpe sulla strage autostradale dell'A16 sul viadotto dell'Acqualonga, dove il 28 luglio 2013 un bus Volvo precipitò e morirono 40 pellegrini di ritorno da Telese Terme e diretti a Pozzuoli. Massimo Preziosi, difensore di Antonietta Ceriola funzionaria della Motorizzazione Civile di Napoli, accusata di aver falsificato la revisione del bus, ha discusso in udienza davanti ai magistrati. L'avvocato ha ritenuto la condotta dell'autista "folle per aver deliberatamente ignorato le richieste di fermarsi, per aver scelto di proseguire e di spingersi contro le barriere laterali, per aver imboccato la discesa fino precipitare nel vuoto da un'altezza di oltre 25 metri.

E' stata portata in evidenza la dichiarazione del marito di Clorinda Iaccarino, che si era accorto di un guasto e implorava Lametta di fermarsi subito dopo la galleria in salita. Proprio la sua testimonianza è stata al centro dell'arringa dell'avvocato, per cercare di sostenere nell'arringa conclusiva l'inconsistenza delle accuse mosse alla funzionaria della Motorizzazione Civile di Napoli.

Il processo è alle battute conclusive, con le arringhe dei difensori, mentre la sentenza potrebbe arrivare entro la fine di dicembre. 

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