Terremoto del 1980: l'omaggio del Mid

Il messaggio del Movimento Italiano Disabili

Giovanni Esposito insieme a tutto il Coordinamento Regione Campania desidera commemorare attraverso questo comunicato il 40esimo del terremoto del 1980 ripercorrendo le fasi iniziali della catastrofe rivolgendo il nostro pensiero a chi ancora oggi ricorda i propri familiari persi in quel momento tra le macerie e al loro dolore ci uniamo in questa giornata che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra terra
Il terremoto colpì alle 19:34:53 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 10 km di profondità, colpì un’area di 17.000 km² che si estendeva dall’Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti (X grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna. Distruzioni e macerie a Teora.
Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti.
Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa.
È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto aree interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati.
Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve.
L’entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l’interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l’allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò a evidenziarne la più vasta entità.
Veloce fu la macchina dei soccorsi che stesso la sera del 1980 parti dalla Toscana con la colonna mobile delle ambulanze delle Misericordie D’Italia che arrivarono a San Mango a portare aiuti e beni necessari dalla lontana Toscana in supporto alle forze dell’ordine alla popolazionesotto la guida del primo volontario Giovanni Cini che amo ricordare sotto il nome di Giovanni della Misericordia , una persona a cui come Coordinatore Regione Campania del Mid Movimento Italiano Disabili desidero rendere omaggio per la sua testimonianza di volontario il quale dopo la sua venuta in irpinia decise di rimanere qui a servire questa terra con umiltà e senso del dovere diffuso e profuso in ogni luogo e a chiunque necessitava di aiuto.

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