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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca Chiusano di San Domenico

Rifiutate terapie domiciliari a bambina disabile, l'appello dei genitori: "E' un nostro diritto, per favore aiutateci!"

È una storia triste quella che ha per protagonista la piccola Emanuela, 12 anni di Chiusano san Domenico, una bambina disabile

È una storia triste quella che ha per protagonista la piccola Emanuela, 12 anni di Chiusano San Domenico, una bambina disabile. Purtroppo, stando a quanto si apprende, la piccola frequentava il centro di riabilitazione Teoreo LeVille sito a Montefalcione. Frequentava perché - questo - non avviene più. La bambina svolgeva quattro/cinque sedute domiciliari settimanali, costantemente seguita da una fisioterapista. Quest’ultima, però, ha dovuto assentarsi per diversi mesi e il centro ha mandato una sostituta che non è riuscita a entrare in sintonia con la bambina. I familiari hanno chiesto di sostituirla con un’altra ma - dopo un mese senza terapia – è giunta la chiamata dal centro in cui venivano proposte le terapie ambulatoriali. All’ovvio rifiuto della famiglia di Emanuela, la decisione del centro si tramutava immediatamente nella sospensione delle terapie.

“C’hanno detto addirittura di rivolgerci a un altro centro”

Avellino Today ha raccolto l’appello disperato dei genitori di Emanuela che, adesso, sono pronti anche ad adire le vie legali, pur di vedersi riconosciuto un diritto conquistato con enorme difficoltà: “Nostra figlia è disabile e faceva terapie domiciliari. La fisioterapista che la seguiva è cambiata. La sostituta non si era integrata con la bambina e, quindi, avrebbero dovuto mandarci un’altra terapista ma così non è stato. In pratica, non abbiamo avuto alternative. C’è stato detto che avrebbero potuto fare terapie ambulatoriali ma, per i problemi di Emanuela, sarebbe stato impossibile. Adesso mia figlia è rimasta senza terapia e ci siamo anche sentiti dire che, in fondo, ci sono tanti altri centri cui potremmo rivolgerci.  Non è possibile, noi non possiamo portarla al centro e dovremmo portarla cinque giorni a settimana, con altri due bambini piccoli, uno di tre anni e un altro di nove anni. Se abbiamo ottenuto l’assistenza domiciliare dimostrando che - questa - è l’unica che Emanuela può seguire, perché dobbiamo fare per forza l’ambulatoriale? È un nostro diritto. Inoltre, pure facendo un sacrificio, mia figlia porta il busto a causa di una scoliosi molto grave e, adesso, è ferma da più di un mese. Non abbiamo assolutamente la possibilità di acquistare un’auto adatta a un trasporto di questo tipo e, per colpa loro, mia figlia è allettata tutto il giorno. Infine, anche volendo rivolgerci a un altro centro, ci sono liste d’attese lunghissime, anche di un anno. Non sappiamo davvero che fare, per favore aiutateci!”.

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