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Il Comune di Bagnoli ordina l'abbattimento del deposito, per il Tar è una forzatura

Il Tar di Salerno dà ragione a Giannoni, concessionari della stazione sciistica Laceno, sulla querelle aperta dal Comune di Bagnoli Irpino sul capannone da abbattere entro dieci giorni

Il Tar di Salerno dà ragione a Giannoni, concessionari della stazione sciistica Laceno, sulla querelle aperta dal Comune di Bagnoli Irpino sul capannone da abbattere entro dieci giorni per rischio dell’incolumità pubblica. Quello stabile autorizzato (in parte in legno e in parte in muratura), nel mese di giugno era stato oggetto di una manomissione di una parete esterna in muratura, che rivestiva per non più di un metro di altezza il manufatto in legno.

Fu presentata una formale denuncia ai carabinieri. Per il comando della polizia municipale, a seguito di sopralluogo, tutto ciò non rispondeva a verità tanto da relazionare al sindaco che “il locale situato nel parcheggio antistante la presenza delle seggiovie, utilizzato come deposito di sale risulta completamente danneggiato, costituendo pericolo per la pubblica e privata incolumità, anche di ordine sanitario, in quanto la presenza del sale attira i bovini presenti nelle vicinanze che per cibarsi stazionano nel parcheggio lasciando escrementi”.

Dopo due mesi, i gestori dell’impianto si videro notificare un’ordinanza, nella quale era stata dichiarata l’inagibilità del locale e veniva disposto in via cautelare lo sgombero e ordinata la demolizione entro i successivi dieci giorni, al fine di evitare pericoli per la pubblica e privata incolumità, nonché problemi di carattere igienico sanitario.

La società, conscia della forzatura fatta dal comune, si rivolse al Tribunale Amministrativo regionale di Salerno per far valere le proprie ragioni.

Tesi che si è rivelata vincente, visto che il Tar nel dispositivo di annullamento dell’atto proposto dal Comune scrive che “La constatazione del completo danneggiamento di detto fabbricato, contenuto nelle premesse dell’ordinanza gravata, avrebbe potuto, piuttosto, giustificare un ordine, rivolto al proprietario dell’immobile, di ripararlo efficacemente, in un termine congruo, onde eliminare il pericolo costituito , il binomio rappresentato dagli ordini di sgombero e di demolizione appare come un rimedio senz’altro eccessivo e sproporzionato”. Ora il Comune dopo aver perso la causa si ritrova anche a dover pagare non solo il suo avvocato, Rosa Tartaglia, ma ad indennizzare la società Giannoni con oltre duemila euro.

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